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Un grande balzo per l’umanità

Il fenomeno più impattante dell’ultimo decennio: è così che TIG-The Innovation Group e AIxIA-Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale hanno definito il ruolo che l’AI ha assunto nello scenario imprenditoriale, sia su scala globale sia in riferimento al mercato del Bel Paese.

Le due strutture citate hanno organizzato la sesta edizione di AI Forum, svoltasi all’inizio di aprile a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano: manager, marketer ed esperti del settore si sono riuniti per analizzare lo stato dell’arte e le prospettive future del processo in atto, soffermandosi sia sui trend principali sia sugli aspetti strettamente quantitativi.

Fra questi ultimi ce n’è uno particolarmente eclatante: entro il 2025 – ovvero nel giro di pochi mesi – il valore degli investimenti mondiali in attività legate all’Intelligenza Artificiale supererà la soglia dei 200 miliardi di dollari (fonte: Goldman Sachs Economics Research), con un impatto sul PIL superiore a quello registrato, in passato, da innovazioni epocali come l’elettricità e l’informatica.

Un altro report citato al Forum, realizzato da IDC, assegna agli Stati Uniti il ruolo di faro dello sviluppo, in virtù di un tasso di crescita annuo intorno al +26% e di una quota d’incidenza sul mercato internazionale nell’ordine del 50%.

Ma se non è solo ‘bianca, rossa e verde’, la bandiera dell’innovazione non è neanche solo a ‘stelle e strisce’: in tutto il mondo l’Intelligenza Artificiale sta diffondendosi in modo sempre più pervasivo all’interno delle dinamiche sociali, della vita quotidiana degli individui, dei processi industriali e dell’assetto dei mercati. Tale diffusione, tra l’altro, è talmente rapida e intensa che quelle che oggi vengono definite ‘nuove frontiere’ potrebbero apparire superate… già nel prossimo numero di MEDIAKEY in cui torneremo sull’argomento!

A Gianluigi Greco, Presidente di AIxIA, è stato affidato il compito di illustrare le opportunità di business derivanti dall’incremento di capacità competitiva che l’adozione dell’AI e dell’AI generativa dovrebbe portare con sé.

A parere di Greco, “sia all’interno della business community sia nel più ampio contesto sociale, l’Intelligenza Artificiale generativa sta diventando un punto di non ritorno e tutti siamo chiamati a confrontarci con essa. Se la ‘prima generazione’ di tale tecnologia si è concentrata su capacità ben definite, per esempio la scrittura di testi o la creazione di immagini, a breve e medio termine assisteremo all’avvento di sistemi caratterizzati dalla capacità di integrare diversi tipi di linguaggio. Lo scorso 13 marzo è stato approvato in ambito comunitario l’AI Act, volto ad assicurare che i sistemi utilizzati siano in linea con i valori dell’Unione Europea: crediamo che il tema dell’Intelligenza Artificiale debba essere affrontato superando i tradizionali steccati professionali e settoriali e vada inteso come un’occasione per stabilire ponti tra soggetti e Istituzioni che, finora, hanno perseguito i propri obiettivi senza imbastire forme di dialogo ad ampio respiro. L’AI Forum si pone come punto di riferimento per un dibattito in grado di varcare i confini nazionali e, dunque, di abbracciare istanze etiche e sociali condivise su scala globale”.

“Secondo una ricerca realizzata da TIG-The Innovation Group per Web3 Alliance”, spiega Pietro Cerretani, CEO di TIG Events, “la Virtual Reality si colloca al primo posto, in termini di notorietà (89%), fra le tecnologie associate al web 3.0: seguono l’Augmented Reality (88%), il Metaverso (87%), l’Intelligenza Artificiale generativa (84%), la Blockchain (77%) e la Mixed Reality (69%). A differenza delle altre soluzioni citate, la GenAI è caratterizzata sia dalla rapidità della sua adozione sia dall’intensità della diffusione e le aziende affermano di utilizzarla soprattutto per gestire il servizio clienti (56%). Questi dati evidenziano che il tema deve ormai essere messo al centro di ogni approccio sistematico alle diverse aree di business: la collaborazione tra AI Forum e TIG va in questa direzione e intende contribuire a colmare il gap, ancora presente in Italia, tra la conoscenza delle nuove tecnologie e la propensione al loro effettivo utilizzo”.

L’intelligenza umana

Fra gli innumerevoli eventi dedicati alla tematica in esame merita una citazione anche il seminario ‘Megatrends del marketing e della comunicazione digitale – La rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale’, organizzato a Roma a metà aprile su iniziativa del Master in Economia e Management della Comunicazione e dei Media dell’Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con Eikon Strategic Consulting e Adnkronos.

Il presupposto di fondo è che con la progressiva affermazione dell’AI si schiudono nuovi orizzonti anche per il marketing e la comunicazione: sottolinenandone a loro volta la ‘forza pervasiva’ e la capacità di incidere sul processo di trasformazione della società e delle aziende, gli organizzatori del seminario ricordano che l’Intelligenza Artificiale porta con sé infinite potenzialità ma anche tanti rischi, come dimostra il recente AI Act varato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’UE proprio per regolamentarne le aree e le modalità di utilizzo.

L’AI applicata al marketing consente alle aziende di raccogliere e analizzare enormi quantità di dati in tempo reale, al fine di creare campagne sempre più mirate ed efficaci, nonché di automatizzare processi come la segmentazione del pubblico, la personalizzazione dei messaggi e la previsione delle tendenze di mercato.

A livello generale sembra emergere la convinzione che il ‘potere delle macchine’ non sostituirà quello degli esseri umani: per citare la celebre frase pronunciata da Neil Armstrong nel momento della conquista della Luna, l’irreversibile affermazione dell’AI rappresenterà ‘un grande balzo per l’umanità’ e non per i mezzi e gli strumenti inanimati.

“La trasformazione tecnologica in atto si gioca sull’interscambio fra l’intelligenza umana e quella artificiale”, conferma Simonetta Pattuglia, Direttrice del Master in Economia e Management della Comunicazione e dei Media dell’Università di Roma Tor Vergata: “Detto questo, le nostre imprese e la nostra società potranno coevolvere proficuamente, senza lasciare indietro nessuno, solo se a guidare la trasformazione stessa sarà l’essere umano”.

“Trovo difficile immaginare che l’AI possa sostituire completamente l’uomo”, concorda Paola Aragno, Vice President di Eikon Strategic Consulting: “Ci affiancherà nei compiti che oggi sono più ripetitivi e ci aiuterà a ridurre gli errori, ‘liberando’ parte del nostro tempo e permettendo alle aziende una valutazione sempre più critica e approfondita dei risultati”.

“L’Intelligenza Artificiale generativa è all’inizio del suo percorso”, aggiunge Raoul Romoli Venturi, Corporate Communication Director di Ferrero: “Se governata sarà di aiuto, se usata in maniera sconsiderata sarà pericolosa. Sono comunque sicuro che al centro di tutto ci sarà sempre l’intelligenza umana, l’unica in grado di valutare il momento, il contesto e le sensibilità differenti dei diversi interlocutori. Nel nostro mestiere di comunicatori professionali non morirà mai l’innata vocazione dell’uomo a stabilire relazioni fisiche, dalle quali deriva un fattore che nel mondo delle ‘percezioni’ e della comunicazione ha un rilievo determinante: l’empatia”.

Fabio Insenga, Vicedirettore di Adnkronos, mette l’accento sul fatto che le ripercussioni dell’AI si estendono anche al mondo dell’informazione e del giornalismo: “Può essere usata per arricchire la ricerca delle notizie, elaborare dati e semplificare le procedure. Oppure può essere interpretata come una scorciatoia per tagliare i costi e ridimensionare il fattore umano, a danno della qualità della produzione. Editori e giornalisti sono di fronte a una scelta che peserà sulla possibilità di costruire un futuro condiviso”.

“Le media company sono nella posizione ideale per integrare l’Intelligenza Artificiale nei loro flussi di lavoro”, interviene Francesco Zaffarano, Head of Content di Will Media: “La sfida risiede nel comprendere come valorizzare i potenziali vantaggi insiti nella sua evoluzione, sia dal punto di vista di chi fa informazione sia da quello di chi ne fruisce”.

Mattia De Rosa, Solution Specialist Data & AI Director di Microsoft Italia, ricorda che “tutti gli studi sull’argomento concordano su un punto: l’AI generativa rappresenterà un motore per la capacità produttiva delle attività umane, ma fornirà un enorme supporto – ne abbiamo già oggi l’evidenza – anche alle attività ad alto contenuto creativo”.

“Dopo la pandemia”, spiega Fabrizio Paschina, Direttore Comunicazione e Immagine del Gruppo Intesa Sanpaolo, “abbiamo voluto accentuare sensibilmente il ricorso ai canali digitali, con l’obiettivo di instaurare, mantenere e incrementare la relazione con i clienti. In tale contesto l’Intelligenza Artificiale ci permette di ottimizzare l’impatto dei contenuti sui motori di ricerca e sulle audience e ci aiuta anche a migliorare la profilazione del contenuto, utilissima per far vivere alle persone un’esperienza particolarmente rilevante. In sostanza, usiamo l’AI non tanto per la generazione di contenuti, quanto per le possibilità che ci offre in termini di conoscenza del cliente: abilitare un’esperienza più profilata e instaurare una relazione più personale consente di creare una community sempre più fidelizzata”.