Exelab lancia Polyant: la piattaforma open source per costruire team di agenti AI governati - Media Key
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Exelab lancia Polyant: la piattaforma open source per costruire team di agenti AI governati

Il 97% dei dirigenti dichiara di aver implementato agenti AI nell’ultimo anno. Ma le ricerche che misurano quanti ne hanno davvero in produzione portano quel numero al 31%. Questa distanza, tra quello che si dichiara e quello che funziona, è la misura di quanto poco, ancora oggi, si sappia cosa sia un agente e come portarlo a lavorare davvero.

Polyant, la prima piattaforma per la costruzione di agenti AI in ambito enterprise in Italia rilasciata con codice open source, nasce per colmare questo gap.

Il mercato degli agenti cresce ma c’è un problema strutturale che rimane invariato. Secondo Gartner, entro fine 2026 il 40% delle applicazioni aziendali incorporerà agenti AI specifici per task, rispetto a meno del 5% nel 2025, ma oltre il 40% di questi progetti verrà cancellato entro il 2027 per mancanza di governance e complessità di integrazione. Ma ci sono altri due dati molto interessanti che devono essere considerati. Una ricerca di Twilio rivela che il 96% delle aziende riferisce miglioramenti nelle operations rivolte ai clienti grazie all’AI, mentre una di HubSpot registra che quasi un terzo dei marketer risparmia già tra dieci e quattordici ore settimanali. Il nodo non è più se adottare agenti AI in azienda, ma come passare dai progetti pilota agli agenti che lavorano ogni giorno con tracciabilità e conformità normativa. GDPR, NIS2, AI Act vengono spesso usati come alibi per rimandare, con il risultato che i mesi passano, i competitor pubblicano i primi case study e chi aspetta accumula ritardo. Le prime scadenze di applicabilità dell’AI Act per i sistemi ad alto rischio sono attese tra il 2026 e il 2027. La conformità normativa non è un ostacolo alla produzione, è una condizione per renderla sostenibile.

È in questo contesto che Exelab, system integrator di eccellenza, specializzato nello sviluppo di soluzioni tecnologiche strategiche e nell’implementazione di progetti complessi per il mondo enterprise, lancia Polyant, una piattaforma per costruire e governare team di agenti AI specializzati da affiancare ai team aziendali. Si parla di un progetto ideato e sviluppato per le organizzazioni europee che vogliono adottare l’AI mantenendo il controllo completo, un tema particolarmente sentito da aziende che operano in contesti regolamentati e che non possono permettersi di adottare soluzioni agentiche senza governance e controllo sulla compliance e sui dati. Per Exelab, primo HubSpot Elite Partner indipendente in Italia e l’unico Twilio Gold Partner italiano, dopo anni di esperienza con grandi aziende su CRM, soluzioni software avanzate e intelligenza artificiale Polyant è la naturale prosecuzione del percorso di crescita di Exelab.

“Oggi si parla di agenti come dieci anni fa si parlava di cloud. Ma di agenti autonomi che impattano davvero sui KPI aziendali, in Italia, se ne vedono pochi. Il problema non viene dalla tecnologia. La maggior parte delle implementazioni parte dalla piattaforma invece che dai dati e dai processi. Un agente senza dati aziendali è un LLM con un prompt: vale meno degli strumenti che si usano già”. – dichiara Emanuele Caronia, CEO e founder di Exelab “La differenza la fanno i dati, che permettono di trovare le opportunità reali e di dare contesto all’agente, e il design dei processi, che devono essere ripensati per una logica agentica, non semplicemente automatizzati. Polyant nasce partendo dalle esigenze delle grandi aziende italiane ed internazionali con cui abbiamo la fortuna di lavorare e che abbiamo imparato a conoscere. Sappiamo dove si trovano le opportunità e sappiamo cosa serve per renderle operative.”

Come funziona Polyant

Polyant consente di costruire squadre di agenti AI con ruoli, strumenti e regole di governance definiti in modo esplicito. Gli agenti collaborano tra loro e condividono il contesto, e supportano il resto del team integrandosi nei processi con le loro responsabilità e competenze.La piattaforma è pensata per contesti in cui governance, tracciabilità e protezione del dato sono requisiti di produzione, non elementi accessori.

Per le aziende che vogliono adottarla in autonomia, Polyant è disponibile come codice open source con licenza AGPLv3. Per quelle che preferiscono un affiancamento, Exelab offre percorsi guidati dalla definizione del primo agente fino alla messa in produzione di team con ruoli eterogenei.

Cinque caratteristiche distintive

La piattaforma è europea by design, con conformità GDPR nativa e dati che non escono dall’Unione Europea. È sovrana: può girare on-premise, sul cloud del cliente o su infrastruttura dedicata gestita da Exelab. Il codice è rilasciato con licenza AGPLv3 e disponibile pubblicamente su GitHub. La governance è integrata nell’architettura attraverso dieci controlli built-in che intervengono prima, durante e dopo ogni decisione dell’agente, con audit trail e registri interrogabili via SQL. Sul piano operativo supporta nativamente molteplici canali di comunicazione come ad esempio Telegram, Slack e WhatsApp ed è compatibile con i modelli di Anthropic, OpenAI e Mistral, con l’intero catalogo AWS Bedrock e con modelli open source.

Una presentazione organizzata dagli agenti

Per comprendere appieno il potenziale della piattaforma, la presentazione di Polyant è avvenuta davanti a un gruppo ristretto di manager, CTO e decision maker italiani, con una simulazione in diretta che ha mostrato undici agenti AI al lavoro su scenari concreti d’impresa. L’esperienza dei partecipanti è iniziata una settimana prima: Maia, un agente AI raggiungibile via WhatsApp, ha seguito ciascuno fino all’arrivo, suggerendo contatti da incontrare, raccogliendo preferenze e gestendo domande logistiche in coordinamento con il team Exelab. Durante la sessione, altri agenti hanno lavorato in diretta su NetFibra, azienda di fantasia costruita per la simulazione. RevOps ha preparato nella notte il brief commerciale per il giorno successivo, individuando rinnovi a rischio e opportunità di upgrade; Customer Success ha intercettato in tempo reale un cliente in procinto di abbandonare il servizio, ricostruito il contesto e allertato il responsabile commerciale. Sales Coach ha analizzato novanta giorni di email e restituito alla commerciale un’analisi su come stava rispondendo a un’obiezione che i clienti non stavano facendo. Data Scout ha trovato una correlazione nascosta su tremila clienti e passato l’output agli altri agenti senza che nessuno glielo chiedesse. Compliance Guardian ha bloccato una mail con dati usati senza autorizzazione, preparato un dossier normativo per un lead bancario e segnalato una vulnerabilità di sicurezza alle sette di mattina, senza nessuno in ufficio. Nell’ambito dello scenario simulato sono stati prodotti 140 brief, 31 segnali di churn, 847 clienti con opportunità aperte, retention al 94%.