L’agenzia conquista due riconoscimenti agli Interactive Key Award, confermando la solidità di un modello capace di integrare strategia, tecnologia e produzione.
Aguidare un percorso di consolidamento che va dalla costituzione di una piattaforma di marca alla sperimentazione dell’AI, è Francesco Milanesio, Executive Creative Director di Triplesense Reply.
All’IKA 2026 avete ricevuto un doppio riconoscimento. Qual è l’approccio che vi permette di trovare ogni volta la voce giusta?
Francesco Milanesio: Credo che il valore di Triplesense Reply sia nella capacità di tenere insieme tutte le fasi del processo: dalla strategia all’ideazione, fino alla produzione e alla creative technology. Abbiamo vinto con progetti molto diversi, ma accomunati dalla stessa idea di fondo: usare i linguaggi contemporanei in modo coerente con il brand e con il pubblico. Su Eden Viaggi abbiamo lavorato su strategia, concept e campagna omnicanale; su FIAT Pandina, invece, abbiamo messo a disposizione il nostro Creative Technology Hub per portare in produzione una visione molto ambiziosa attraverso l’AI. Avere entrambe queste competenze oggi è un vantaggio enorme, perché permette di trasformare le idee in esperienze concrete con grande fluidità. Questo approccio ci consente anche di mantenere coerenza tra le diverse fasi del lavoro e di valorizzare il contributo dei team coinvolti, garantendo una continuità progettuale essenziale per risultati distintivi.
Parliamo di come avete evoluto la piattaforma ‘Incredibile, ma Eden’ introducendo il nuovo concept ‘Manchi solo tu’.
Francesco Milanesio: Negli ultimi anni abbiamo costruito insieme a Eden una piattaforma molto riconoscibile, basata sul concetto di vacanza ‘Zero Sbatti’: semplice, affidabile e senza stress. Questo lavoro non si è limitato alla definizione di un tono di voce ma ha coinvolto anche la costruzione di un immaginario coerente, capace di accompagnare il pubblico lungo tutto il percorso di scelta e prenotazione. Con ‘Manchi solo tu’ volevamo fare un passo ulteriore, raccontando in modo ironico cosa succede a chi resta bloccato tra comparazioni infinite, preventivi e dubbi, mentre gli altri sono già in vacanza. Il ‘posto vuoto’ diventa, quindi, una metafora immediata e molto contemporanea, capace di valorizzare ancora di più la promessa del brand: togliere complessità e far vivere il viaggio con leggerezza già dalla prenotazione. L’evoluzione della piattaforma ci ha permesso di rendere ancora più distintivo il posizionamento di Eden, rafforzando un linguaggio che oggi è riconoscibile e facilmente adattabile ai diversi formati e canali.
Il nuovo spot mette in scena il contrasto tra relax e stress da prenotazione. Come avete trasformato questo insight in una campagna omnicanale capace di parlare sia alle persone sia alle agenzie di viaggio?
Francesco Milanesio: Siamo partiti da un insight molto trasversale: oggi organizzare una vacanza può diventare quasi più stressante del lavoro quotidiano. Abbiamo, quindi, costruito una campagna con un linguaggio modulabile sui diversi touchpoint. Lo spot Tv e video lavora sull’impatto emotivo e memorabile del concept, mentre digital, social, Spotify, branded content e attivazioni territoriali ci hanno permesso di amplificare il racconto in modo più vicino ai diversi target. Anche il mondo delle agenzie di viaggio è stato coinvolto indirettamente attraverso il rafforzamento della credibilità e dell’affidabilità del brand, che restano elementi centrali della piattaforma Eden.
Veniamo a ‘Pandina’. Come nasce l’idea di realizzare la prima campagna AI driven nella storia di FIAT?
Francesco Milanesio: La parte ideativa del progetto è stata sviluppata da Publicis Collective, mentre noi di Triplesense Reply ci siamo occupati della produzione attraverso il nostro Creative Technology Hub. La sfida era trasformare una visione molto cinematografica e fuori dagli schemi in un contenuto realmente producibile con l’AI, mantenendo però qualità e controllo altissimi. È stato un progetto pionieristico perché non ci siamo limitati a usare strumenti generativi in modo sperimentale: abbiamo costruito un workflow produttivo completo, integrando AI video generation, 3D e VFX all’interno di un processo molto strutturato.
Siamo di fronte a un cambio di paradigma. Che effetto fa lavorare in questo modo?
Francesco Milanesio: È stato estremamente stimolante perché cambia completamente il rapporto tra idea e produzione. Con strumenti come Veo su Vertex AI siamo riusciti a creare scenari immersivi e personaggi iper realistici in tempi molto rapidi, mantenendo però un controllo molto preciso su casting, character design e sviluppo delle scene. La cosa più interessante è che l’AI non sostituisce il lavoro dell’ideazione o quello produttivo: lo evolve. Richiede nuove competenze, nuove sensibilità e una forte capacità di orchestrazione tra tecnologia, design e linguaggio cinematografico. Ed è proprio questa contaminazione tra skill tecniche e progettuali che oggi rappresenta uno dei principali valori aggiunti di Triplesense Reply.
Questi due risultati cosa ci dicono sul futuro dei linguaggi contemporanei?
Francesco Milanesio: Ci mostrano che oggi non esiste più una separazione netta tra creatività, tecnologia e produzione. La differenza la farà sempre di più la capacità di integrare queste dimensioni in modo fluido. Da una parte c’è la costruzione di ecosistemi narrativi coerenti e omnicanali, come nel caso di Eden Viaggi; dall’altra la possibilità di usare l’AI non come gimmick, ma come vero abilitatore produttivo e progettuale, come accaduto con Pandina. Il punto centrale, però, resta lo storytelling: la tecnologia da sola non basta, deve servire a raccontare idee forti in modo nuovo e rilevante.

