Il design come strumento di connessione tra culture, comunità e territorio.
Per il terzo anno consecutivo, Zona Sarpi torna protagonista della Milano Design Week 2026, animando uno dei quartieri più dinamici, internazionali e culturalmente ibridi della città con un programma diffuso che interpreta il design come linguaggio universale capace di generare connessioni, attivare relazioni e trasformare il territorio.
Promosso dal Milan China Design Center, il progetto rafforza il messaggio lanciato nel 2025, “Do it better”, evolvendolo in “Do it better. Together!”, manifesto che sottolinea il valore della collaborazione e della condivisione come strumenti fondamentali per immaginare nuove forme di convivenza urbana.
Curato da Michele Brunello, Luca Fois, Vittorio Sun e Angela Zhou, Zona Sarpi si conferma una piattaforma dedicata alla cultura e alla pratica del design a 360 gradi, nata in un quartiere che vive intensamente tutto l’anno accogliendo migliaia di persone di ogni età, provenienza, tradizione, lingua e professione. Un territorio urbano e sociale formatosi attraverso una quotidiana ibridazione tra Oriente e Occidente, in particolare tra Cina e Italia, che nel tempo ha saputo trasformare complessità e differenze in valore condiviso.
“Design significa progetto, ovvero pensare, ricercare, creare e produrre qualsiasi oggetto o servizio, comunicazione o evento, portando valori aggiunti in termini di qualità per le persone. Il design non può vivere da solo ma si sviluppa nella collaborazione tra tutti i membri della filiera considerata”, racconta Luca Fois. Una visione che trova piena espressione proprio in Zona Sarpi, dove il progetto si traduce in pratica quotidiana e relazione tra comunità.
Il distretto nasce infatti con grande rispetto della complessità locale e della straordinaria energia che da sempre caratterizza il quartiere. Qui la comunità italiana e quella cinese hanno costruito negli anni un modello virtuoso di coesistenza, superando difficoltà e contraddizioni attraverso il lavoro quotidiano, l’intraprendenza imprenditoriale e la capacità di dialogo.
“Esiste, a Milano, un quartiere che non si è lasciato attraversare dal tempo senza opporre resistenza. Zona Sarpi ha accolto il mondo, le merci, le lingue, le facce, senza mai smettere di essere se stessa”, prosegue Michele Brunello.
Il visitatore viene accolto simbolicamente da NOI MEN, il portale temporaneo d’ingresso di Zona Sarpi collocato all’inizio di Piazza Baiamonti, che per l’edizione 2026 trae ispirazione dai portali in mattoni e pietra di Milano e Shanghai. Nato nel 2024 e divenuto ormai simbolo del dialogo culturale sino-italiano, il progetto trasforma il semplice gesto dell’entrare in una soglia culturale condivisa.
“Con il principio “Build Together, Share Together, Grow Together”, apriamo la città a tutti, designer, artisti, residenti, passanti, perché insieme, attraverso un dialogo autentico e partecipato, possiamo fondere l’estetica orientale con il contesto occidentale.”, racconta Vittorio Sun.
Da qui prende avvio un percorso espositivo diffuso lungo Via Paolo Sarpi, scandito da Sarpi Flags, un sistema visivo distribuito nel quartiere che traduce i sei temi dell’edizione, Better District, Better Mobility, Better Street, Better Connection, Better Entertainment e Better Network, in una narrazione urbana fatta di orientamento, identità visiva e presenza diffusa nello spazio pubblico. Installazioni, arredi temporanei e punti informativi accompagnano il pubblico lungo un’esperienza immersiva che trasforma la strada in piattaforma di incontro e sperimentazione.
Lungo il percorso, alcune attività commerciali del quartiere, Chateau Dufan, Cantina Sarpi 1, IPPO e Foodie, si trasformano in micro-capsule culturali, dando vita a una biblioteca urbana diffusa in cui le vetrine ospitano una selezione di volumi e contenuti che intrecciano la tradizione con la contemporaneità del pensiero creativo cinese.
“Il design non riguarda soltanto forma e funzione, ma costituisce un linguaggio capace di superare barriere culturali e linguistiche, diventando un ponte tra civiltà diverse. Attraverso il design cinese possiamo raccontare al mondo l’estetica e la sapienza dell’Oriente, permettendo al pubblico italiano ed europeo di comprendere una Cina autentica e plurale”, condivide Angela Zhou.
Tra gli interventi speciali dell’edizione 2026, la lunga cesata di cantiere all’angolo tra Via Bramante e Via Sarpi diventa una superficie narrativa dedicata a Matteo Ricci, figura storica simbolo dell’incontro tra Italia e Cina. Il progetto racconta il viaggio, il dialogo e lo scambio culturale come elementi ancora oggi profondamente attuali, trasformando una barriera urbana in spazio aperto alla riflessione e all’immaginazione.
Il percorso conduce al Centro Culturale Cinese, che ospita, tra le diverse iniziative, i “Laboratori del Perché” a cura di The Playful Living, realizzati in collaborazione con il Club dei Bimbi di Quartiere all’interno del circuito Milano Kids Design Week. Il progetto coinvolge bambini e famiglie in un’esperienza educativa e partecipativa dedicata quest’anno al cavallo, animale simbolico del calendario culturale cinese.
Il percorso prosegue al Teatro del Borgo in Via Verga, che accoglie l’esposizione principale di Zona Sarpi: il debutto alla Milano Design Week di dieci giovani designer cinesi, tra product e graphic design, portatori di una visione contemporanea e sperimentale del progetto. Una nuova generazione creativa che testimonia il passaggio da una Cina del “Made in China” a una Cina del “Created in China”, sempre più protagonista nel panorama internazionale.
A completare il percorso, la collaborazione con Design Group Italia e la scuola media Panzini dà vita all’iniziativa “Progettare o essere progettati. Creatività per le nuove generazioni”, un progetto che mette al centro il ruolo educativo del design coinvolgendo direttamente gli studenti in un processo creativo condiviso. Il risultato prende forma in quattro moduli ludici installati in Via Verga, realizzati con pavimentazioni in gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso (PFU) grazie a Ecopneus, a testimonianza di un’attenzione concreta verso sostenibilità e responsabilità sociale.
Zona Sarpi 2026 si configura così come un ecosistema di contenuti e relazioni, un palinsesto ricco di contaminazioni e ibridazioni che mette in dialogo realtà locali e internazionali, rafforzando il ruolo del quartiere come laboratorio urbano aperto.
“Zona Sarpi si colloca da tempo all’intersezione tra movimento, commercio e immaginazione, un luogo in cui le vocazioni globali di Milano hanno silenziosamente messo radici e prosperato. Per oltre un secolo, questo quartiere ha rappresentato il cuore, sia simbolico che pratico, della comunità cinese della città: un quartier generale vitale, plasmato da migrazione, spirito imprenditoriale e negoziazione culturale.”, osserva Stephan Hamel.
Un progetto che trasforma il quartiere in uno spazio di connessione, partecipazione e trasformazione condivisa, in cui il design torna alla sua funzione più autentica: rendere il presente più leggibile e costruire insieme ciò che ancora non esiste.

