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The AI Effect: musica, diritti e impatto sociale. Una Public Discussion su creatività, IA e copyright nell’era dell’audio branding

Si è tenuto il 21 novembre, presso il DETUNE di via Felice Casati 24, “The AI Effect: musica, diritti e impatto sociale”, incontro pubblico promosso da Women of Change Italia in collaborazione con Mokamusic, nell’ambito della Milano Music Week.

La Public Discussion, ideata e moderata da Anita Falcetta – Presidente di Women of Change Italia, cofondatrice di Mokamusic e Consigliera per le Imprese Culturali e Creative di Asseprim- Confcommercio – ha affrontato in chiave trasversale il rapporto tra creatività, tutela del diritto d’autore e Intelligenza Artificiale, con ricadute dirette anche sul mondo della comunicazione, dell’advertising e del branded content.

L’iniziativa si è svolta con il patrocinio di Asseprim-Confcommercio e di AIRIA – Associazione Regolazione Intelligenza Artificiale, confermando la volontà di costruire un dialogo strutturato tra industria musicale, imprese creative, agenzie, brand e istituzioni.

IA, musica e brand: nuove sfide per creatività e reputazione

Sul palco del DETUNE sono intervenuti:

• Philip Abussi, Founding Partner di Mokamusic, Music Supervisor, compositore e AI Artist

• Taketo Gohara, produttore discografico, arrangiatore, compositore, sound designer e Founding Partner di DETUNE

• Saturnino Celani, bassista

• Federico Bagnoli Rossi, Presidente e Direttore Generale FAPAV

• Giacomo De Poli, Direttore Artistico di Lifegate Radio

• Marco Boarino, Direttore Artistico e regista internazionale, Creative Director dei live di Dardust e regista della Cerimonia d’Apertura delle prossime Paralimpiadi Invernali

• Carmelo Fontana, Senior Regional Counsel Google e Presidente AIRIA

• Federico Fusco, Partner IPDT – Dentons

• Camilla Siola, Legal & Business Affairs Manager, Sony Music Publishing

Il confronto tra artisti, produttori e giuristi ha evidenziato come l’Intelligenza Artificiale stia trasformando non solo la produzione musicale, ma anche il modo in cui brand, agenzie creative e centri media progettano campagne ADV, audio branding, jingle, sound logo, podcast e contenuti per piattaforme digitali.

Tra i temi al centro della discussione:

• l’utilizzo dell’IA generativa per la creazione di colonne sonore originali per spot, branded content, esperienze immersive e installazioni interattive;

le implicazioni in termini di diritti d’autore, diritti connessi e licenze nell’uso di contenuti generati o co-generati da IA nelle campagne pubblicitarie;

• la necessità, per brand e agenzie, di poter contare su filiera tracciabile, compliance normativa e trasparenza nella provenienza dei materiali audio;

• i possibili rischi reputazionali legati all’utilizzo improprio di tecnologie IA (deepfake vocali, imitazione non autorizzata di artisti, utilizzo di dataset non leciti);

• il ruolo della musica e del suono come driver di identità di marca, inclusione e impatto sociale positivo.

Opportunità per il settore advertising

Dalla discussione è emerso come l’IA, se correttamente regolamentata e governata, possa rappresentare per il settore ADV:

• uno strumento per accelerare i processi creativi, testare più rapidamente varianti audio e concept sonori;

• un mezzo per personalizzare l’esperienza sonora sui diversi touchpoint (TV, digital, social, retail, eventi, spazi fisici);

• un’opportunità per esplorare nuovi linguaggi espressivi e format ibridi tra musica, sound design e interazione in tempo reale;

• un’occasione per sviluppare progetti di comunicazione a forte impatto sociale, in cui la musica diventa leva di inclusione, accessibilità ed engagement delle community.

Parallelamente, i relatori hanno ribadito l’importanza, per chi opera nella comunicazione, di:

• dotarsi di policy chiare sull’uso dell’IA in agenzia e nelle collaborazioni con partner creativi e tecnici;

• coinvolgere fin dall’inizio consulenti legali specializzati in IP e copyright nei processi di ideazione di campagne e format sonori;

• promuovere una cultura della responsabilità etica, in cui la tecnologia non sostituisce ma potenzia il valore umano di creativi, musicisti e professionisti del settore.

Un segnale al mercato: verso un’IA “brand-safe”

La forte partecipazione di professionisti dell’industria musicale, creativi, esponenti del mondo legale, studenti e operatori del marketing e della comunicazione ha dimostrato quanto il tema sia strategico per chi si occupa di brand building e campagne multicanale.

“The AI Effect: musica, diritti e impatto sociale” si propone come un primo tassello di un percorso continuativo volto a creare standard, buone pratiche e occasioni di confronto tra musica, tecnologia e ADV, con l’obiettivo di costruire un ecosistema dell’Intelligenza Artificiale brand- safe, sostenibile e centrato sulle persone.