Gufram e il ritorno del carosello di Haring: quando il design riaccende un’icona degli anni Ottanta - Media Key
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Gufram e il ritorno del carosello di Haring: quando il design riaccende un’icona degli anni Ottanta

Il percorso di Gufram attraverso il territorio ibrido tra arte e design continua con un capitolo decisamente inaspettato. Dopo collaborazioni con realtà come la Andy Warhol Foundation, Snarkitecture o TOILETPAPER, il marchio piemontese torna a stupire riportando alla luce due figure create da Keith Haring per Luna Luna, lo straordinario luna park artistico nato ad Amburgo a metà degli anni Ottanta. Un progetto che oggi trova nuova vita grazie a una riedizione trasformata in arredo, senza tradire l’energia dell’opera originale.

Prima ancora che diventasse un pezzo di storia, Luna Luna era un esperimento visionario: un parco divertimenti concepito come una grande installazione collettiva, in cui nomi come Jean-Michel Basquiat, Sonia Delaunay, David Hockney e Rebecca Horn costruivano giostre come se fossero sculture abitabili. All’interno di questo universo vibrante, Keith Haring aveva realizzato un carosello animato dai suoi celebri personaggi: figure essenziali ma pulsanti, trasformate da bidimensionali a tridimensionali, in un movimento perpetuo di forme e colori.

Oggi, con la rinascita del luna park a New York, Gufram sceglie di recuperare due elementi chiave di quella giostra—il Cane e il Bambino che gattona—reinterpretandoli come sedute in morbido poliuretano. La superficie, rifinita con la verniciatura Guflac®, conferisce alle nuove versioni la stessa presenza grafica e pop che caratterizzava l’opera di Haring, ma traslata in un contesto domestico. È un gesto che sposta l’immaginario dal gioco all’arredamento, mantenendo intatto lo spirito ludico e irriverente dell’artista.

Questa operazione dialoga perfettamente con la storia di Gufram, da sempre orientata a sovvertire le regole del design. Dal 1966, quando iniziò a sperimentare il poliuretano come materiale espressivo, il marchio ha costruito un repertorio di oggetti che abitano musei e case di mezzo mondo—dalla celebre BOCCA® fino al CACTUS® e al PRATONE®. La riedizione delle sedute di Haring non è quindi solo un omaggio, ma un’estensione naturale della sua stessa poetica: trasformare l’arredo in un gesto radicale, in un gioco che continua e si rinnova.

Con questo progetto, un frammento luminoso dell’arte degli anni Ottanta entra nuovamente nel presente, trovando nuove forme e nuovi spazi senza perdere la forza originaria. Un incontro tra memoria e contemporaneità che conferma, ancora una volta, come il design possa essere un luogo di immaginazione illimitata.