VIOLENZA DI GENERE DIGITALE: UNA MINACCIA SOTTOSTIMATA. SONDAGGIO OSSERVATORIO D con SWG - Media Key
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VIOLENZA DI GENERE DIGITALE: UNA MINACCIA SOTTOSTIMATA. SONDAGGIO OSSERVATORIO D con SWG

Solo 4 italiani su 10 conoscono forme di abuso come sextortion e doxing

Il 64% ritiene che la violenza di genere online possa verificarsi anche nei contesti lavorativi

Valore D e PermessoNegato, in collaborazione con Fondazione Una Nessuna Centomila, presentano il secondo capitolo della policy “Dal silenzio all’azione”, un piano di intervento contro la violenza di genere digitale nel mondo del lavoro

La trasformazione digitale ha portato sempre più a vivere in spazi online che sono diventati parte del quotidiano: spazi virtuali, piattaforme di comunicazione istantanea e social network sono gli ambienti in cui si sviluppano relazioni non solo personali, ma anche professionali, modificando il concetto stesso di luogo di lavoro.  Un’evoluzione che offre nuove opportunità di connessione e collaborazione, ma che al tempo stesso espone a rischi inediti: nel mondo virtuale, la violenza si diffonde con rapidità e assume forme difficili da riconoscere o contrastare.

Hate speech, revenge porn, cyberstalking, doxing, gender-based trolling solo alcune delle forme che la violenza digitale di genere può assumere, sia nella sfera privata che lavorativa, e che, proprio per le sue caratteristiche, assumono carattere di pervasività – la vittima è raggiungibile ovunque -, di amplificazione e di permanenza – con contenuti potenzialmente visibili da chiunque e difficilmente eliminabili.  La violenza di genere online rappresenta oggi uno dei principali rischi per la sicurezza, l’inclusione e la produttività nei contesti lavorativi, capace di condizionare la vita professionale di chi la subisce, contribuendo alla formazione di un vero e proprio “soffitto di cristallo digitale” che ostacola la crescita professionale femminile: perdita di produttività, autocensura e limitazione della presenza online, fino all’abbandono del posto di lavoro. Ma il suo impatto si estende all’intera organizzazione, minando la coesione dei team e la reputazione aziendale.

Per questo, è importante che le aziende si impegnino attivamente nel riconoscere e affrontare il fenomeno, promuovendo una cultura del consenso e del rispetto digitale anche all’interno delle loro organizzazioni.

Dal silenzio all’azione: una policy per aziende consapevoli

Valore D e la Fondazione Una Nessuna Centomila, nell’ambito del progetto “Dal Silenzio all’Azione” – Come le aziende possono agire e fare rete contro la violenza di genere e domestica, hanno realizzato un addendum specifico sulla violenza online, grazie al contributo di PermessoNegato – associazione nata per offrire supporto alle vittime di diffusione non consensuale di materiale intimo e violenza online.

L’obiettivo è sensibilizzare le imprese e suggerire azioni concrete per fare sistema contro un fenomeno che ha carattere d’urgenza.

Per mettere in pratica interventi concreti su luogo di lavoro è necessario un piano d’azione strategico, strutturato e integrato in tutti i processi aziendali, evitando iniziative sporadiche o a campagne di comunicazione estemporanee, lavorando attraverso:

  • assessment e mappatura dei rischi, per analizzare le vulnerabilità tecnologiche, organizzative e culturali;
  • policy chiare e aggiornate,con l’introduzione di codici etici e di condotta digitale, procedure di whistleblowing sicure e protocolli di gestione delle crisi reputazionali.
  • formazione continua, promuovendo la digital literacy, il bystander training (rispettivamente la capacità di utilizzare le tecnologie digitali in modo efficace e consapevole e la formazione per chi osserva episodi di violenza online su come intervenire e supportare la vittima) e la formazione dei leader per riconoscere e gestire i segnali di disagio;
  • sensibilizzazione ed educazione digitale, per sviluppare consapevolezza sugli strumenti digitali e su implicazioni e conseguenze derivanti dal conferimento dei propri dati personali negli ecosistemi digitali;
  • supporto alle vittime, garantendo canali di segnalazione anonimi, supporto psicologico e legale e una cultura aziendale che condanni ogni forma di victim blaming (fenomeno di colpevolizzazione della vittima)

Fenomeno in ombra

L’ultimo sondaggio dell’OsservatorioD realizzato da SWG per Valore D mostra che la strada verso una piena consapevolezza e una reale capacità di prevenzione – da parte di tutti, istituzioni, aziende, media e società civile – è ancora lunga.

Se da un lato, infatti, la consapevolezza sul tema della violenza di genere online è diffusa e quasi il 75% degli italiani conosce fenomeni quali cyberbullismo, revenge porn e molestie sessuali online, la conoscenza crolla quando si parla di forme meno note come la sextortion (estorsione sfruttando immagini intime) o il doxing (diffusione online di informazioni private e sensibili), con dati che scendono sotto il 40%.

Il fenomeno della violenza di genere online tocca in particolare le nuove generazioni, quelle più esposte e al tempo stesso più fragili: il 15% dei/delle 18-34enni dichiara di aver subito personalmente episodi di questo genere e il 23% della stessa fascia di età conosce qualcuno che ne è stato vittima.

Oltre l’80% degli intervistati considera la violenza di genere un problema serio, con effetti concreti sulla salute mentale, il 78% la collega direttamente alla mancanza di educazione digitale ed emotiva e il 63%, in particolare i giovani e le donne, ne riconosce la matrice patriarcale.

Un problema anche nei contesti di lavoro

Un problema che non riguarda solo la sfera personale, ma anche la vita professionale: il 64% degli intervistati ritiene che la violenza di genere online possa verificarsi non solo nella vita privata, ma anche nei contesti lavorativi e 3 italiani su 4 vorrebbero un impegno più deciso da parte delle piattaforme digitali, ma anche di istituzioni, scuole e aziende. Tra le misure considerate più importanti ci sono la creazione di canali sicuri per le segnalazioni, la formazione obbligatoria sul tema e l’adozione di codici di condotta chiari.

“La violenza di genere digitale è una minaccia concreta e quotidiana, alimentata da stereotipi e silenzi. Secondo UNESCO (2020) il 73% delle donne nel mondo ha subito almeno una forma di abuso online: un dato che conferma l’urgenza di agire con strumenti efficaci di prevenzione e tutela. In Italia, il report “La violenza raccontata dai social” (ISTAT, novembre 2024) evidenzia un aumento delle segnalazioni di minacce, revenge porn e stalking online, pur senza fornire ancora una percentuale nazionale consolidata. Con la nostra policy vogliamo proporre alle aziende un modello di riferimento e un impegno condiviso: creare ambienti digitali sicuri, contrastare le discriminazioni e sostenere chi ne è vittima. Solo unendo le forze — istituzioni, imprese, media e società civile — possiamo trasformare la consapevolezza in azione” commenta Barbara Falcomer Direttrice Generale di Valore D.

“Il consenso digitale è il grande assente nella cultura online contemporanea. Troppo spesso gli utenti considerano immagini e dati personali come materiale liberamente condivisibile, ignorando che ogni contenuto che ci riguarda necessita del nostro esplicito consenso per essere diffuso. Con questa policy vogliamo riscrivere questa narrazione lavorando con le aziende, partendo da un presupposto chiaro: i nostri dati, le nostre immagini, la nostra identità digitale ci appartengono. Solo quando si comprende davvero che condividere, manipolare o diffondere contenuti altrui senza permesso non è una leggerezza ma una violazione grave, si può costruire una cultura digitale più sicura e rispettosa. È su questo concetto di consenso consapevole che dobbiamo investire, con formazione capillare e strumenti concreti di tutela anche e soprattutto sul posto di lavoro, in cui trascorriamo l’80% del nostro tempo” è il commento di Nicole Monte, Vicepresidente di Permesso Negato.

“L’iniziativa si inserisce nel solco più ampio della prevenzione della violenza che vede la Fondazione Una Nessuna Centomila da sempre impegnata. La nostra attenzione alle giovani donne e alle giovanissime non può prescindere da una riflessione sul ruolo che i social e il mondo digitale giocano nella riproduzione culturale della violenza e nella diffusione di nuove forme di abuso. In questo scenario, le aziende italiane possono e devono svolgere una funzione determinante: promuovere ambienti di lavoro e spazi digitali fondati sul rispetto, sull’educazione e sulla responsabilità. Siamo quindi grate per la condivisione di uno strumento concreto come questa policy, che rappresenta un passo importante verso un impegno collettivo e strutturato contro ogni forma di violenza, anche onlinecommenta Lella Palladino, vice-presidente della Fondazione Una Nessuna Centomila.

“Dal Silenzio all’Azione” è un’iniziativa che nasce nell’ambito di una più ampia strategia di Valore D volta all’impegno e alla sensibilizzazione contro tutte le forme di violenza di genere, in vista della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne il 25 novembre. Partendo dal successo del video-podcast “Scomodiamoci”, Valore D declina il format con una serie di incontri nelle Scuole Secondarie di Secondo Grado per sensibilizzare ragazzi e ragazze contro la violenza di genere. A moderare gli incontri Carolina de’ Castiglioni, giornalista e autrice di Scomodiamoci e Chiara Gregori, Ginecologa e sessuologa.

Scarica la policy a questo link:

https://www.valored.it/wp-content/uploads/2025/11/Valore-D_UNC_PermessoNegato_Dal-silenzio-allazione_vol-2_2025.pdf

Scarica i dati dell’OsservatorioD a questo link:

39706-SWG_Valore-D_Osservatorio-D_wave-4-di-5_Report_14102025.pdf