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La circolarità come leva per il futuro del Made in Italy: a Firenze 16 progetti MICS per celebrare design, innovazione e nuovi modelli di business

Dalla rigenerazione dei materiali al design digitale, fino ai nuovi strumenti di tracciabilità e formazione, la mostra di Firenze racconta come imprese e ricerca — da Favini a Marras, Missoni, Riva 1920, Cassina, Kartell, Artemide, Olivetti e Brionvega — trasformino la sostenibilità in valore concreto per le filiere del Made in Italy.

La mostra “MADE IN ITALY TOWARDS SUSTAINABILITY. From tradition to futures” è visitabile fino al 15 ottobre presso Palazzo Vecchio, promossa nell’ambito del Partenariato Esteso MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile, con la curatela dell’Università di Firenze e la partecipazione di importanti Università e aziende, dei settori dell’Arredo, della Moda e della Meccanica-Automazione

La circolarità si afferma oggi come uno dei pilastri del nuovo Made in Italy: un paradigma che unisce sostenibilità, innovazione e valore estetico, ridefinendo il rapporto tra produzione, consumo e territorio.

Il percorso tracciato da MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile (mics.tech), Partenariato Esteso finanziato dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) con fondi PNRR e coordinato dal Politecnico di Milano, a Firenze conferma che la manifattura torna a essere un laboratorio culturale e tecnologico, dove la collaborazione tra ricerca, impresa e istituzioni diventa il vero motore dell’innovazione.

Università, imprese e istituzioni collaborano per costruire nuovi modelli di produzione e conoscenza fondati su materiali rigenerativi, processi digitali e competenze interdisciplinari in cui la transizione circolare è un aspetto fondamentale per rendere il Made in Italy più resiliente, competitivo e responsabile, unendo tradizione manifatturiera e innovazione tecnologica.

Per andare in questa direzione, bisogna progettare prodotti durevoli e modulari, promuovere filiere simbiotiche e valorizzare il valore dello scarto; adottare strumenti digitali come il Digital Product Passport, che consente di tracciare la storia di un prodotto e garantirne la trasparenza; e formare nuove figure professionali, come il Circular Economy Transition Manager, capaci di guidare le imprese nella trasformazione.

In questa prospettiva, la sostenibilità non è solo un obiettivo ambientale, ma una strategia di crescita culturale, economica e sociale: un’evoluzione del Made in Italy che combina artigianalità, creatività e conoscenza scientifica per costruire un modello di sviluppo rigenerativo e umano-centrico.

Firenze, laboratorio del Made in Italy sostenibile

A incarnare concretamente questa trasformazione è la mostra fiorentina “MADE IN ITALY TOWARDS SUSTAINABILITY. From tradition to futures”, allestita a Palazzo Vecchio e aperta al pubblico dal 9 al 15 ottobre 2025.

Promossa da MICS con la curatela dell’Università di Firenze, l’iniziativa coinvolge università, imprese e istituzioni dei settori Arredo, Moda e Meccanica–Automazione, celebrando la tradizione manifatturiera italiana e la sua evoluzione verso un futuro sempre più sostenibile.

Ogni coppia “prodotto–prototipo” racconta un legame tra memoria e innovazione, illustrando come le tecnologie emergenti — dalla realtà aumentata ai materiali riciclati, dall’intelligenza artificiale alla manifattura digitale — possano rafforzare l’identità del Made in Italy nel segno della circolarità.

Accanto alle sperimentazioni accademiche, emergono i contributi di imprese e brand simbolo dell’eccellenza italiana: Favini con materiali rigenerati per l’arredo, Antonio Marras e Missoni per la moda circolare, Riva 1920 e Cassina per il design durevole, Kartell e Artemide per la ricerca su bioplastiche e illuminazione sostenibile, fino a Olivetti e Brionvega come icone di una visione in cui tecnologia, estetica e valore umano convivono.

Questi progetti dimostrano come l’innovazione possa nascere tanto dal riuso degli scarti quanto dalla biofabbricazione, dal digitale come dal sapere artigianale: un ecosistema in cui ricerca, impresa e creatività italiana convergono per trasformare la sostenibilità in valore economico e culturale.

La giornata inaugurale si è aperta il 9 ottobre con i saluti istituzionali di Jacopo Vicini, Assessore allo Sviluppo economico, turismo, fiere e congressi del Comune di Firenze, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra innovazione e territorio: “Sono qui in rappresentanza dell’Amministrazione comunale e desidero esprimere, a nome della città di Firenze, un sincero ringraziamento per aver scelto la nostra città come sede di questo evento. È un onore accogliere iniziative che portano valore, competenze e visioni innovative, perché occasioni come questa contribuiscono a promuovere non solo nuovi contenuti e idee, ma anche il territorio stesso, la sua identità e la sua capacità di generare futuro.”

A seguire, Fabiola Gallo, Coordinatrice nazionale delle Case del Made in Italy, ha evidenziato la centralità della collaborazione tra istituzioni, università e imprese: “Il Made in Italy è uno dei brand più forti al mondo, e il MIMIT, insieme ai partner istituzionali e territoriali, lavora per rafforzarne il valore e l’identità, costruendo una collaborazione sempre più solida e strutturata. Le Case del Made in Italy nascono con questo obiettivo: offrire un punto di riferimento diretto alle imprese e favorire il dialogo tra istituzioni, università, centri di ricerca e realtà produttive. Grazie all’ascolto dei territori, queste strutture aiutano le imprese ad accedere agli strumenti di sostegno e trasferiscono i risultati della ricerca al tessuto produttivo, valorizzando le filiere di eccellenza in tutto il Paese. In quest’ottica, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha avviato con la Fondazione MICS un percorso comune di ricerca e innovazione, che unisce università, competence center e imprese in una collaborazione sempre più concreta, per far dialogare mondo accademico, ricerca e impresa in una visione condivisa e rendere la transizione digitale e sostenibile una realtà di qualità.”

Un messaggio condiviso anche da Albino Caporale, Direttore delle Attività produttive della Regione Toscana, che ha ribadito la necessità di un dialogo concreto tra ricerca e industria: “Il futuro economico e industriale del Paese è una questione centrale, perché il lavoro pubblico non deve limitarsi alle idee ma tradursi in progetti concreti, costruiti insieme al mondo produttivo. Oggi ricerca e impresa devono tornare a dialogare: la scienza deve essere motore dell’industria e l’industria terreno fertile per la scienza. Serve una connessione tra conoscenza, sapere e innovazione. Il vero nodo è la competitività. Abbiamo imprese eccellenti e competenze solide, ma le regioni devono sapere come valorizzare e rafforzare la cooperazione internazionale, altrimenti rischiamo di restare indietro. Le Case del Made in Italy e i partner come MICS dimostrano come si possa creare una rete efficace tra territori e imprese. Ora la sfida è duplice: capire cosa fare e cosa non fare, e rendere più efficienti le politiche industriali e gli strumenti di sostegno. Dobbiamo accompagnare le imprese nella trasformazione dell’innovazione in valore concreto, rafforzando le sinergie con università e centri di formazione”

Nel corso della mattinata, Marco Pierini, Prorettore al Trasferimento tecnologico, attività culturali e impatto sociale dell’Università di Firenze, ha posto l’accento sul ruolo formativo della sostenibilità: “Osservando l’evoluzione della ricerca e dell’innovazione in Italia, comprendiamo quanto sia fondamentale la nostra identità. Il futuro, per me, si definisce nell’innovazione non solo come conservazione, ma anche come scambio di intelligenze tra ricerca e impresa perché da questo dialogo nascono tecnologie capaci di diventare strumenti concreti per la società. Abbiamo obiettivi chiari: affrontare le sfide della sostenibilità — naturale e vegetale — perché nessuno studente può formarsi davvero senza una solida base su questi temi, oggi cruciali anche per le imprese. Ripartire è complesso, ma lavorare sulle difficoltà crea valore e, per questo, sosteniamo la nascita di nuove start-up e accompagniamo le imprese nei loro percorsi di innovazione. Vogliamo colmare la distanza tra università e impresa, creando occasioni d’incontro dove conoscenza e produzione si integrano.”

A concludere gli interventi istituzionali, Roberto Merlo, Direttore Generale e Program Research Manager di MICS, ha raccontato il progetto come un modello concreto di collaborazione: “MICS è un modello concreto di innovazione collaborativa: un’alleanza tra imprese, università e istituzioni che ha dato vita a una piattaforma nazionale di ricerca e sviluppo circolare. Con imprese e diversi atenei partner, abbiamo costruito un ecosistema capace di unire manifattura, cultura e ricerca, rafforzando la competitività e la visione del nostro sistema produttivo. Oggi, nella nostra ottava tappa del Roadshow che ha girato tutta l’Italia, presentiamo 16 pezzi iconici della storia industriale italiana insieme a 16 progetti di ricerca di MICS, in un dialogo tra passato e futuro, tra esperienza e innovazione. I risultati testimoniano la forza di una collaborazione fondata su rigore scientifico e creatività, confermando che il percorso di MICS non è solo tecnico ma anche culturale: un nuovo modo di concepire la cooperazione tra accademia e industria, dove valore economico e umano crescono insieme. Apriamo così una finestra sul futuro: un invito a vivere questa esperienza come un incontro tra tecnologia, musica e design, e come una tappa di un cammino che continuerà nei prossimi mesi, costruendo nuove connessioni tra ricerca, cultura e territorio.”

Infine, Giuseppe Lotti, Presidente della Scuola di Architettura dell’Università di Firenze e Coordinatore Scientifico dello Spoke MICS, ha sottolineato l’importanza del lavoro collettivo: “MICS è un progetto nato per costruire nuove connessioni tra ricerca, istituzioni e imprese, con l’obiettivo di ripensare la sostenibilità nel Made in Italy. La mostra raccoglie i progetti sviluppati in questi mesi, espressione di un lavoro collettivo che mette al centro l’ambiente, l’innovazione e le comunità. Ogni progetto racconta una diversa relazione tra cultura, territorio e sostenibilità: un percorso che dimostra come la creatività possa diventare un’opportunità di rigenerazione. Desidero ringraziare l’Università di Firenze e tutte le persone, i partner e le realtà che hanno contribuito a rendere possibile questa iniziativa, condividendo energie, idee e visioni comuni. Con MICS vogliamo unire competenze e linguaggi diversi per immaginare nuovi modelli di cooperazione, capaci di trasformare le idee in pratiche e i luoghi in esperienze condivise.”

La seconda giornata: nuove frontiere della manifattura sostenibile e digitale

La seconda giornata dei lavori, il 10 ottobre, è stata dedicata alle prospettive future e ai casi studio di trasferimento tecnologico, con incontri e tavoli di lavoro che hanno messo al centro le nuove frontiere della manifattura sostenibile e digitale. Un momento di confronto operativo che ha riunito imprese, università e centri di ricerca per tradurre la visione del Made in Italy circolare in strumenti concreti di innovazione, tracciabilità e progettazione avanzata.

Ad aprire i lavori è stato Giuseppe Lotti, Presidente della Scuola di Architettura dell’Università di Firenze e Coordinatore Scientifico dello Spoke MICS: “Negli ultimi anni abbiamo assistito a una trasformazione profonda: le imprese hanno consolidato il proprio impegno, il mercato ha maturato una nuova sensibilità e la sostenibilità è oggi una vera leva di competitività e sviluppo. Anche sul piano normativo si registra un’accelerazione significativa, che sta ridefinendo in modo concreto il concetto stesso di sostenibilità. Gli incontri di questa settimana si inseriscono in questo percorso, per approfondire i temi della circolarità e condividere risultati già tangibili, favorendo il dialogo tra università, imprese e professionisti e costruendo insieme un nuovo modo di intendere l’innovazione italiana.”

I saluti istituzionali a cura di Lucia de Siervo di Regione Toscana: “La Regione Toscana è al servizio dei settori produttivi, delle università e delle imprese nella sfida del trasferimento tecnologico. Stiamo avviando il percorso per costituire un soggetto aggregatore che metta in rete gli 11 distretti regionali, promuovendo collaborazione, innovazione e una gestione più efficace delle risorse. Di fronte alle normative europee in materia di sostenibilità e innovazione digitale, dobbiamo saper accompagnare la complessità, non temerla. Solo con risposte complesse e condivise potremo affrontare le grandi sfide del futuro.”

Nel suo intervento di saluto, Marco Gobbini, Presidente del Distretto Tecnologico Regionale Interni e Design, ha evidenziato il ruolo dei sistemi territoriali come catalizzatori della transizione industriale: “Questo evento è un’occasione importante per celebrare le eccellenze del Made in Tuscany e, soprattutto, per rilanciare insieme la competitività, la sostenibilità e l’innovazione del nostro manifatturiero. Attraverso il Distretto e il Digital Innovation Hub Toscana stiamo lavorando per rafforzare il legame tra impresa, ricerca e formazione, sostenendo le PMI nei percorsi di digitalizzazione e innovazione. Momenti di confronto come questo sono fondamentali per costruire una visione industriale condivisa: una Toscana che unisce tradizione, sostenibilità e apertura ai mercati globali.”

Le attività della giornata hanno coinvolto panel tematici, tavoli di lavoro e focus group, che hanno affrontato i temi del design circolare, dei nuovi modelli di business e delle tecnologie digitali per la tracciabilità, con l’obiettivo di accelerare il trasferimento tecnologico tra mondo accademico e imprese e rafforzare la competitività delle filiere regionali.

I progetti di MICS e le aree tematiche

I progetti MICS toccano infatti una o più delle otto aree tematiche di ricerca che lo caratterizzano, denominate Spoke. Ogni Spoke identifica un settore di ricerca nell’ambito della quale i partner di MICS collaborano seguendo un percorso comune.

  • SPOKE 1: “Design digitale avanzato: tecnologie, processi e strumenti” guidato da Flaviano Celaschi, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna;
  • SPOKE 2: “Strategie di eco-design: dai materiali ai sistemi prodotto-servizio (PSS)” guidato da Giuseppe Lotti, Università degli Studi di Firenze;
  • SPOKE 3: “Prodotti e materiali verdi e sostenibili da fonti non critiche e secondarie” guidato da Pierluigi Barbaro, Consiglio Nazionale delle Ricerche;
  • SPOKE 4: ”Materiali intelligenti e sostenibili per prodotti e processi industriali circolari e aumentati” guidato da Domenico Caputo, Università degli Studi di Napoli Federico II;
  • SPOKE 5: “Fabbriche e processi a ciclo chiuso, sostenibili e inclusivi” guidato da Sergio Terzi, Politecnico di Milano;
  • SPOKE 6: “La manifattura additiva come fattore dirompente della Twin Transition” guidato da Federica Bondioli, Politecnico di Torino;
  • SPOKE 7: “Modelli di business innovativi e orientati al consumatore per catene di approvvigionamento resilienti e circolari” guidato da Ilaria Giannoccaro, Politecnico di Bari;
  • SPOKE 8: “Progettazione e gestione della fabbrica orientata al digitale attraverso l’Intelligenza Artificiale e gli approcci basati sull’analisi dati” guidato Daria Battini, Università degli Studi di Padova.

La realizzazione di questi progetti è resa possibile da una dotazione di oltre 125 milioni di euro – di cui 114 milioni provenienti dai fondi del PNRR e più di 11 milioni di cofinanziamento da parte dei 13 partner privati di MICS – che hanno reso il Partenariato protagonista nella realizzazione della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del PNRR. Questo ammontare rappresenta il più alto mai stanziato per progetti di ricerca nell’ambito dell’economia circolare e sostenibile in Italia, con l’obiettivo di creare un ambiente di ricerca pubblico-privato condiviso, autosufficiente, auto-rigenerativo, affidabile, sicuro e sostenibile, dalla progettazione alla produzione. Di questi fondi, il 40% di quelli pubblici è destinato al Mezzogiorno, territorio soggetto a un recente e importante sviluppo tecnologico e industriale.

I partner fondatori di MICS

Partner industriali: Aeffe, Brembo, Camozzi Group, Cavanna, Italtel, Itema, Leonardo, Natuzzi, Prima Additive, SACMI, SCM Group, Stazione Sperimentale dell’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti, Thales Alenia Space.

Partner pubblici: Consiglio Nazionale delle Ricerche, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Brescia, Università degli studi di Federico II di Napoli, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Palermo e Università di Roma La Sapienza.