Un futuro all’insegna della crescita forte, su scala internazionale: è questo che attende le fonti rinnovabili di energia elettrica, la cui capacità globale sembra destinata a raddoppiare – e, anzi, ad andare anche oltre – prima del 2030, la fatidica data fissata per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
La previsione a medio termine è stata rilasciata da AIE, acronimo italiano che indica l’International Energy Agency, organismo costituito a metà degli anni Settanta dai Paesi OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Secondo l’Agenzia sarà soprattutto il comparto del solare fotovoltaico a guidare l’espansione delle rinnovabili, peraltro inquadrata in un contesto non certo semplice: tensioni nelle catene di approvvigionamento, sfide sul fronte dell’integrazione della rete, pressioni finanziarie, cambiamenti politici.
Più specificamente, dall’edizione del 2025 di ‘Renewables’ – il principale rapporto di AIE focalizzato sul settore in esame – emerge che la capacità globale di energia rinnovabile aumenterà di 4.600 GigaWatt entro cinque anni: si tratta, all’incirca, della capacità generativa aggiuntiva di Cina, Unione Europea e Giappone messi insieme.
“Nei prossimi anni”, conferma il Direttore Esecutivo di AIE, Fatih Birol, “la crescita della capacità rinnovabile globale sarà dominata dal solare fotovoltaico, ma anche l’eolico, l’idroelettrico, le bioenergie e la geotermia daranno il loro contributo. Il solare fotovoltaico è destinato a coprire una quota nell’ordine dell’80% dell’aumento complessivo previsto nel quinquennio: non crescerà solo nei mercati consolidati, ma anche in economie come l’Arabia Saudita e il Pakistan e in diversi Paesi del Sud-Est asiatico. Con l’accresciuta importanza del ruolo delle energie rinnovabili nei sistemi elettrici, i responsabili politici dovranno prestare molta attenzione a temi come la sicurezza della catena di approvvigionamento e le sfide inerenti l’integrazione della rete”.
AIE sottolinea anche che le previsioni contenute nel rapporto sono state leggermente riviste verso il basso rispetto allo scorso anno, principalmente a causa dei cambiamenti dello scenario politico verificatisi negli Stati Uniti e in Cina.

