Valerio Berruti e il sogno che si fa realtà: un viaggio tra arte e infanzia a Palazzo Reale - Media Key
Salta al contenuto
Arte e culturaEsterneEventi e sponsorship

Valerio Berruti e il sogno che si fa realtà: un viaggio tra arte e infanzia a Palazzo Reale

Nella grande antologica “More Than Kids”, ospitata nel 2025 a Palazzo Reale di Milano e curata da Nicolas Ballario e Arturo Galansino, il lavoro di Valerio Berruti prende vita in un percorso che sfuma i confini tra arte, memoria e immaginazione. Fulcro dell’esposizione, nonostante la sua posizione conclusiva, è l’opera “La Giostra di Nina” (2020): una giostra vera e propria, ma trasfigurata in oggetto pittorico.

Installata nell’ultima sala, la giostra non chiude il percorso, ma lo apre simbolicamente verso l’esterno, coinvolgendo la città e la collettività, rompendo la staticità tipica delle esposizioni tradizionali. Attraverso quest’opera, l’esperienza dell’arte si espande: non è più soltanto osservazione, ma partecipazione viva.

Con un gesto poetico, Berruti offre giri gratuiti ai bambini e, indirettamente, regala agli adulti l’occasione di recuperare uno sguardo fiabesco sul mondo. L’artista riesce così a ribaltare le coordinate dell’opera d’arte tradizionale, trasformando la scena in un luogo magico, capace di evocare quel senso di “Realismo magico” che mescola visione e materia.

Alla maniera di Bertrand Lavier, Berruti porta un oggetto del quotidiano – in questo caso da luna park – dentro il museo, elevandolo a forma pittorica e simbolica. Ma lo fa con una leggerezza rara, capace di coinvolgere tanto l’infanzia quanto l’età adulta.

Osservata da una prospettiva più ampia, come se fosse vista dallo spazio, l’intera mostra riflette una dialettica tra prosa e poesia, tra realtà e immaginazione. È come se Berruti non solo dipingesse il mondo, ma permettesse anche al mondo di dipingere se stesso, in un ribaltamento continuo tra chi guarda e chi è guardato.

In questo processo si apre una possibilità: quella di lasciarsi andare, di sospendere – anche solo per un attimo – le nostre certezze razionali per accettare il gioco dell’arte. È un invito a trasformare l’opera in realtà e la realtà in visione.

Come accade ai genitori che, osservando i figli sulla giostra di Berruti, sperimentano un déjà vu emotivo, anche lo spettatore è chiamato a partecipare a questa metamorfosi. È un attimo, ma sufficiente per ritrovare la meraviglia dell’infanzia, riconoscersi nelle figure dipinte dall’artista e ripensarsi adulti – finalmente – senza compromessi.