Una chicca per chi andrà in vacanza nell’isola ma anche un modo attraverso cui il noto marchio di Heineken sottolinea il valore identitario del consumo e il suo legame con il territorio.
Con una veste grafica completamente rinnovata, Ichnusa Cruda torna sugli scaffali e nei locali dell’isola, pronta a sedurre una nuova generazione di consumatori. A firmare il rilancio della storica lager microfiltrata, infatti, è un progetto che mette l’arte al centro della narrazione del prodotto, restituendo valore a un’identità culturale profonda, radicata nel territorio. Il simbolo di questa nuova stagione è l’etichetta realizzata dal muralista sardo Maurizio Brocca, artista che incarna la tradizione visiva dell’isola e la reinterpreta in chiave contemporanea.
Non si tratta solo di un restyling grafico: la nuova etichetta è un vero e proprio manifesto artistico. I classici Quattro Mori, simbolo indiscusso della Sardegna, incontrano il logo di Ichnusa in un disegno che, pur mantenendo salde le radici, parla il linguaggio visivo delle nuove generazioni. Una sintesi perfetta tra passato e futuro, cultura e consumo, tradizione e innovazione.
Brocca, classe 1985, originario di Dorgali (NU), ha un percorso artistico che lo ha portato prima all’Istituto d’arte di Nuoro, poi allo IED di Milano. Oggi è tornato a vivere e lavorare nella sua terra d’origine, dove continua a ispirarsi al paesaggio, ai volti, alle storie e alla memoria collettiva sarda. La collaborazione con Ichnusa non si è limitata alla sola etichetta: l’artista ha, infatti, partecipato anche alla campagna contro il littering del vetro ‘Se deve finire così, non beveteci nemmeno’, trasformando bottiglie abbandonate in opere d’arte uniche, poi battute all’asta da Legambiente Sardegna per finanziare progetti ambientali.
Con questa iniziativa, il brand consolida una strategia di marca che affonda le radici nel territorio e che, al tempo stesso, si apre al linguaggio dell’arte per ampliare il proprio pubblico, in particolare tra i più giovani. Come sottolinea Paolo Ciccarelli, direttore del Birrificio Ichnusa, “con il rilancio di Ichnusa Cruda vogliamo rendere omaggio all’identità culturale e artistica sarda e al nostro profondo legame con il territorio […] Abbiamo scelto di affidarci a un artista sardo, espressione del muralismo di Orgosolo, per continuare un percorso che unisce arte e appartenenza”.
La birra, del resto, è da sempre una componente centrale della cultura sarda. L’isola può essere considerata la ‘capitale birraria’ d’Italia, con un consumo pro capite di circa 60 litri annui, contro i 36 della media nazionale. Secondo un recente studio condotto da AstraRicerche, otto sardi su dieci bevono birra e Ichnusa è la preferita da uno su due. Non è un caso, quindi, che il rilancio di Ichnusa Cruda sia stato pensato come un ‘regalo’ ai fedelissimi dell’isola ma anche agli oltre 3,5 milioni di turisti italiani attesi in Sardegna per l’estate 2025. Un pubblico attratto, sempre più, da esperienze autentiche, culturali e gastronomiche, come dimostra lo studio di Conflavoro che segnala un +27,5% nella domanda di attività legate a cultura e natura e un +22,7% per l’offerta enogastronomica.
Ichnusa Cruda si inserisce perfettamente in questo trend. Con la sua gradazione alcolica di 4,9% vol., un gusto fresco e leggermente amaro e l’inconfondibile aroma preservato dalla microfiltrazione, rappresenta un prodotto che non solo disseta ma racconta. Racconta la maestria dei birrai di Assemini, che nel 2012 la crearono per celebrare i 100 anni del birrificio. Racconta l’evoluzione di un marchio che ha saputo mantenersi fedele alla propria identità pur rinnovandosi continuamente. E oggi, con la complicità dell’arte, si prepara a conquistare una nuova generazione.
Ichnusa Cruda è già disponibile in Sardegna – nella GDO e nei locali – in bottiglia da 33 cl e alla spina per il fuoricasa. Un ritorno atteso, che si fa simbolo di una visione più ampia: quella di un’azienda che crede nella forza del territorio, nella cultura locale, nell’arte come veicolo di autenticità e, soprattutto, nella capacità della birra di essere esperienza, racconto e identità.

