Dal 5 luglio al 5 ottobre 2025, le sale ipogee del MUSMA di Matera ospitano “Dadamaino. Segni, grafie, spazi”, un’esposizione curata da Flaminio Gualdoni che ripercorre vent’anni di ricerca dell’artista milanese Edoarda Emilia Maino, in arte Dadamaino.
In mostra opere realizzate tra il 1975 e il 1996, molte provenienti dall’Archivio Dadamaino, tra cui inediti realizzati a Matera durante un soggiorno negli anni Settanta. Spiccano tre ceramiche mai esposte prima, testimonianza del legame dell’artista con la città e il territorio lucano.
Il percorso espositivo segue l’evoluzione del segno nell’opera di Dadamaino: dai cicli “Inconscio razionale” e “I fatti della vita”, scritture segniche intime e civili, fino alle “Costellazioni” e a “Il movimento delle cose”, dove il segno si dissolve in vibrazione e materia. Le installazioni su carta e plastica trasparente, sospese e in movimento, trasformano lo spazio in un ambiente percettivo e immersivo.
La mostra riattiva anche la memoria storica: Dadamaino fu l’unica donna firmataria della “Lettera ai materani” (1978), iniziativa da cui nacque il Fronte dell’Arte, movimento per la tutela dei Sassi di Matera, accanto a figure come Bonalumi, Dorazio, Castellani, Rotella.
Il MUSMA — unico museo in grotta dedicato alla scultura contemporanea — si conferma cornice ideale per un’artista che ha cercato nel segno assoluto un dialogo essenziale tra arte e spazio, tempo e memoria.

