"BLOOMART – CANVAS OF CARE" - Media Key
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“BLOOMART – CANVAS OF CARE”

Al Santa Maria Hospital l’arte incontra la cura inaugurando oggi 18 luglio il progetto “BloomArt – Canvas of Care”. Il murale Core a Core di Zed1 e le opere del progetto Connection Words di Guillermina De Gennaro, ispirate agli scatti del fotografo Maurizio Marcato, trasformano l’ospedale in uno spazio di bellezza condivisa e rigenerazione emotiva.

Un murale monumentale e una mostra fotografica emozionale, una riflessione sull’arte contemporanea che si fa medicina dell’anima.
Giovedì 18 luglio, alle ore 9:30 presso il GVM Campus di Bari (Via Giuseppe Saverio Poli, 23), è stato presentato ufficialmente alla stampa il progetto “BloomArt – Canvas of Care”, ideato da GVM Care & Research e Fondazione Veera, con il patrocinio di Regione Puglia, Comune di Bari, Associazione Italiana Ospedalità Privata e Confindustria. La direzione artistica è a cura di Cellule Creative e Misia Arte.

L’evento ha visto l’inaugurazione del nuovo murale realizzato dallo street artist ZED1 sulla facciata del Santa Maria Hospital, simbolo di rinascita e cura nel cuore vivo della città. Alla conferenza stampa erano presenti:
• Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia
• Vito Leccese, Sindaco del Comune di Bari
• Eleonora Sansavini, Amministratore Delegato Santa Maria Hospital
• Giuseppe Speziale, Vicepresidente GVM Care & Research

Al centro dell’iniziativa, la presentazione delle opere Connection Words e Flowing Bodyspace, firmate da Guillermina De Gennaro, nate da un dialogo con il volume fotografico Mi Racconto. Il potere terapeutico delle parole di Maurizio Marcato, punto di partenza e cuore pulsante dell’intero progetto.

Maurizio Marcato: il potere delle immagini che parlano alla vita

Maurizio Marcato, artista dell’immagine e fotografo di fama internazionale, è il punto di origine di questa intensa riflessione visiva e sociale. Con Mi Racconto. Il potere terapeutico delle parole, volume pubblicato nel 2016 su iniziativa di GVM Care & Research, ha dato forma a un laboratorio di medicina narrativa che ha coinvolto sette donne affette da tumore al seno.
Le sue immagini – sospese tra onirico e metafisico – raccontano la spinta alla vita, la forza che abita i corpi segnati dalla malattia, restituendo dignità e potenza al vissuto individuale.
«In questa serie di scatti non ho voluto rappresentare la malattia ma la spinta alla vita, la salute raffigurata dalla forza di rinascita del nostro corpo. Forza che spesso dimentichiamo esista dentro di noi soprattutto nei momenti più difficili», dichiara Marcato.
Le sue fotografie, realizzate con uno stile inconfondibile che alterna il bianco e nero a dettagli cromatici vibranti, sono diventate catalizzatori di nuove narrazioni artistiche, ispirando il lavoro di Guillermina DeGennaro, che ne ha raccolto l’eredità per trasformarla in materia visiva originale, installativa e architettonica al contempo.

Connection Words: il potere terapeutico delle parole

Il progetto Connection Words, realizzato da Guillermina De Gennaro e curato da Misia Arte, prende vita direttamente dalle fotografie di Marcato. Composto da quattro pannelli (tre in legno di pioppo e uno in Forex PVC bianco), l’opera include immagini originali 10×15 cm tratte dal libro Mi Racconto, accompagnate da rami e foglie stabilizzate a simboleggiare un percorso di rigenerazione e connessione.
I pannelli – intitolati TIME, CURA, LUCE E LIFE – evocano i grandi temi dell’aiuto, del tempo, della paura, della speranza. Le fotografie si trasformano in “parole sensibili”, segni visivi capaci di costruire significato e creare connessioni emotive profonde.
«Le immagini straordinarie presenti nel libro del fotografo Maurizio Marcato e le frasi tratte dai racconti delle donne presenti nel volume, attraverso il potere e la magia delle parole, hanno creato in me un legame emotivo, un ponte con il mio processo creativo», afferma De Gennaro.

Flowing Bodyspace: un dialogo tra corpo, spazio e memoria

Con Flowing Bodyspace, l’artista rielabora una serie di scatti realizzati all’interno dell’ex Manifattura dei Tabacchi di Bari, oggi in trasformazione per diventare sede del CNR. Su quegli sfondi urbani sospesi tra rovina e rinascita, Guillermina De Gennaro inserisce le figure femminili tratte sempre dall’opera editoriale Mi Racconto di Maurizio Marcato, in un flusso visivo che restituisce voce e spazio alle memorie delle donne che lì hanno vissuto, lavorato, resistito.
I corpi, senza volto, appaiono come presenze leggere, cariche di simbolismo. I dettagli cromatici che le accompagnano – oggetti, colori, elementi – dialogano con l’architettura desolata e poetica del luogo. L’assenza dei volti diventa strumento di immedesimazione per lo spettatore, che si ritrova coinvolto in una narrazione collettiva e universale.
Flowing Bodyspace è un’opera site-specific, che unisce architettura, memoria e identità, restituendo dignità alla storia di chi non ha mai avuto voce.

BloomArt: arte che fiorisce

“BloomArt – Canvas of Care” non è solo un intervento artistico, ma un vero processo culturale e sociale che pone la relazione tra arte, salute e cura al centro del dibattito.
Le opere Connection Words e Flowing Bodyspace, nate dall’incontro fra la potenza visiva di Maurizio Marcato e la sensibilità di Guillermina De Gennaro, e insieme il nuovo murale di Zed1 rappresentano l’essenza di questo progetto: trasformare il dolore in racconto generativo, l’architettura in rifugio simbolico e l’arte in gesto curativo.
Con questo intervento, GVM Care & Research e Fondazione Veera continuano un percorso innovativo di contaminazione tra arte e medicina, che si apre al territorio, alle istituzioni, ai cittadini, per dire con forza che la bellezza è parte integrante del percorso di cura.