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Il Galles spegne l’FM: la radio digitale conquista la costa

Nel silenzio ovattato della contea gallese di Ceredigion, Nation Radio Wales ha avviato un cambiamento epocale: ridurrà di due terzi la propria rete in modulazione di frequenza (FM). La decisione, approvata dall’Ofcom, segna il primo caso ufficiale nel Regno Unito di dismissione tecnica di trasmettitori FM, aprendo un nuovo fronte nel lento ma inesorabile addio all’analogico.

La prima crepa nel muro britannico dell’FM

Il provvedimento entrerà in vigore nel marzo 2025. Due impianti verranno spenti: FM 97.4 MHz a Lampeter e FM 96.6 MHz a Cardigan – eredità della storica Radio Ceredigion, chiusa nel 2019 e da allora trasformata in ripetitore di Nation Radio Wales. L’unica frequenza analogica attiva in zona resterà FM 103.3 MHz da Blaenplwyf.

In termini pratici, poco cambierà per chi ascolta già via DAB+, smartphone, smart speaker o app. Ma simbolicamente è molto: è il primo taglio netto all’FM britannica, in assenza di una roadmap nazionale per lo switch-off, come invece accaduto in Svizzera o in parte della Germania.

Un trend europeo inevitabile

Quello gallese non è un caso isolato. In Europa il passaggio al digitale è in corso da anni, anche se con velocità disomogenee. La Svizzera ha pianificato lo spegnimento totale dell’FM entro il 2026, la Repubblica Ceca sperimenta riduzioni strutturate, mentre Italia e Belgio rimangono più attendisti, ostaggio di una molteplicità di attori locali, frequenze storiche e un pubblico non ancora pienamente digitalizzato.

Nel Regno Unito, tuttavia, la mossa di Nation Broadcasting – proprietaria di Nation Radio Wales – potrebbe diventare un precedente. A oggi non è noto se anche le altre frequenze FM della rete in Galles (come 106.8 da Wenvoe o 107.3 da Kilvey Hill) verranno dismesse a loro volta. Ma l’orizzonte è tracciato.

Perché spegnere l’FM?

I motivi sono noti e consolidati: costi elevati, utenza in calo e ridondanza tecnica. Nation Broadcasting ha dichiarato che le aree interessate sono già coperte da segnale DAB+ (su quattro mux gallesi) e da una fruizione online in costante crescita. La ricezione analogica è diventata, di fatto, una spesa non più giustificabile.

Non si tratta solo di tecnologia: si tratta di abitudini culturali che cambiano. I dati lo confermano: cresce l’ascolto radio via internet, integrato in ecosistemi domestici smart, mentre la radio FM, pur ancora viva, inizia a mostrare segni di invecchiamento strutturale.

Non mancano però le perplessità. La dismissione, anche se limitata a una piccola contea, riapre il dibattito sulla garanzia del servizio universale, soprattutto in aree rurali e isolate, dove l’FM resta talvolta l’unico mezzo davvero accessibile. La digitalizzazione, se non accompagnata da una politica di inclusione tecnologica, rischia di dividere più che connettere.

E qui si misura la sfida: accompagnare la transizione, garantendo allo stesso tempo copertura, affidabilità, accessibilità.

La scelta gallese non è solo un fatto tecnico. È un atto politico e simbolico, che mette al centro una domanda: ha ancora senso oggi la radio analogica? La risposta, per ora, è sfumata. Ma a Ceredigion, il futuro ha già cominciato a trasmettere in digitale.