La Serie “Dammi il LA” trasforma le vicende del coro amatoriale Berulli in un importante messaggio di prevenzione sulla malattia respiratoria della BPCO
Ci sono alcuni film che lasciano senza fiato, “Dammi il LA” invece, il fiato lo dona perché attraverso l’intrattenimento e le avventure dei personaggi apre alla conoscenza e alla prevenzione della BPCO, una delle malattie respiratorie che è la terza causa di morte nel mondo (WHO, 2019). La broncopneumopatia cronica ostruttiva — meglio conosciuta come BPCO — è una malattia respiratoria progressiva, spesso sottovalutata, che colpisce milioni di persone in Italia. Diagnosi tardive, scarsa consapevolezza e stigma sociale sono ancora ostacoli enormi in un contesto in cui la prevenzione potrebbe davvero fare la differenza. Ma come si fa a parlare di una malattia così complessa in modo empatico, diretto e coinvolgente?
È da questa sfida che nasce “Dammi il LA”, la prima web serie italiana sulla BPCO che intreccia canto, ironia e divulgazione, realizzata con il patrocinio e i contenuti delle società scientifiche AIPO-ITS/ETS e SIP/IRS, la collaborazione dell’Associazione Pazienti “Respiriamo Insieme” e il contributo non condizionante di Menarini Group. Un racconto corale in tutti i sensi perché ambientato nel mondo dei cori amatoriali, dove il tema dell’uso della voce e la capacità di respiro diventa focale trasformando ogni nota in un’occasione per parlare di salute e di ascolto — del corpo, degli altri e di sé stessi.
La Sinossi in breve
Il Centro polivalente Berulli rischia la chiusura per mancanza di fondi e la Direttrice Emma Codardi, affiancata dall’assistente e braccio operativo Vera, tenta il tutto per tutto iscrivendo il coro amatoriale del Centro ad un Festival con la speranza di aggiudicarsi il primo premio in denaro. Questa missione disperata è affidata al Maestro Maurizio Adagio, appena arrivato dal nord, che tra la ricerca di nuovi talenti e la preparazione del coro in tempi record, riuscirà a coinvolgere tutti anche il Maestro Ciro (Carvano) dei “Neri Per Caso”. La preparazione del coro favorisce l’avvicendarsi di alcuni coristi con problemi respiratori che utilizzano le prove come occasione per prendersi meglio cura della propria salute respiratoria.
Dietro il film c’è Dario Nuzzo, autore televisivo e specialista in branded content, che ha scelto ancora una volta la via della narrazione emotiva che contraddistingue il suo format audiovisivo per il settore farmaceutico MEDICOM, per avvicinare il pubblico a un tema di salute ancora troppo invisibile e sottovalutato. Nell’intervista che segue, ci racconta cosa significa trasformare un tema clinico in una storia da seguire… col fiato sospeso.
D: La BPCO continua a far parlare di sé con un progetto che in questo caso è davvero sulla bocca di tutti, ma “Dammi il La” è un film o una serie? Ed è vero che nasce da un board scientifico?
DN: “Dammi il LA” è il fulcro di una campagna omnichannel di sensibilizzazione alla patologia della BPCO, quindi è disponibile in una serie di output multimediali e digitali, anche su Spotify, per fare un esempio. E’ stata dapprima lanciata come web serie sulle piattaforme digitali come Corriere Salute, con una maggiore presenza di contenuti educazionali, e poi rilasciata in versione film su Prime Video dove è attualmente visibile. I quattro personaggi con problemi respiratori che incontriamo nella seria sono i target individuati dai clinici delle Società Scientifiche partecipanti al progetto e strumento per raccontare i più comuni problemi con la patologia, dalla riacutizzazione al rischio per i fumatori, alla corretta diagnosi o ai controlli periodici. In generale però tutto il format presenta numerosi consigli di salute nella linea di intrattenimento che è caratteristica distintiva dei progetti MEDICOM che curo”
D: Un format audiovisivo dall’innegabile funzione sociale quindi, forse è anche per questo che “Dammi il LA” è stato recentemente premiato al Festival della Cinematografia Sociale “Tulipani di Seta Nera”?
DN: Senza dubbio. Il premio ricevuto da “Dammi il La” ai Tulipani mi riempie di orgoglio perché è la dimostrazione che il nostro messaggio di prevenzione è arrivato forte e chiaro. E’ un po’ la prerogativa di ogni progetto a cui approccio quella di mettere in evidenza come argomenti di carattere scientifico possano essere trattati con la leggerezza di una fiction che è forse il miglior mezzo ad oggi per veicolare messaggi educazionali e buone pratiche anche in termini di prevenzione. E’ la magia dell’infotainment in una delle tante forme possibili.
D: Un infotainment che dà vita a nuove di forme di divulgazione scientifica. E infatti il carattere sperimentale di “Dammi il La” lo ha portato ad essere oggetto di una giornata di approfondimento anche al Master di Divulgazione Scientifica dell’Università di Siena.
DN: Beh, quella del worskhop MEDICOM all’Università di Siena è stata un’opportunità (e un onore) per analizzare il progetto dal punto di vista strutturale e portare gli studenti a riflettere sui punti del prodotto audiovisivo in cui poter inserire i contenuti scientifici o come modellarli in ottica di progetto pensando anche e soprattutto all’ingaggio degli HCP. E’ venuta fuori una bella esperienza che ha visto anche la partecipazione diretta del Brand Manager e delle risorse umane dell’azienda oltre che ingaggiare gli studenti con gli altri progetti MEDICOM che compongono ormai l’identità consolidata del format e permettono di confrontarsi con esempi di divulgazione scientifica sfaccettati e polivalenti.
D: Verrebbe da chiedere per concludere la nostra intervista la domanda di rito sui progetti futuri…
DN: Con il MEDICOM per fortuna siamo sempre molto indaffarati, stiamo lavorando ad un’estensione accademica dell’esperienza della lecture già testata in varie Università Scientifiche per approfondire il percorso del content audiovisivo attraverso l’infotainment nel settore salute e siamo già in produzione con un nuovo progetto che vedrà la luce verso la fine dell’anno con un importante focus sull’Italia e l’italianità. Per quanto riguarda invece i progetti personali non mancano le belle cose come la recente partecipazione come giurato al Premio Mediastars – Premio Tecnico della Pubblicità.
La serie è disponibile su Prime Video

