Habemus Hamburger - Media Key
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Habemus Hamburger

La campagna di McDonald’s utilizza la tecnica artistica del mosaico per promuovere lo speciale menu dedicato ai pellegrini e ai turisti che si sono dati appuntamento a Roma per il Giubileo.

Oltre due milioni di visitatori, un antico mosaico che sembra riaffiorare dal pavimento della Galleria Alberto Sordi di Roma, 18.000 tessere, 10 maestri mosaicisti. Sono questi i numeri dell’installazione realizzata da McDonald’s per celebrare i suoi ‘grandi classici’ del menu in occasione dell’anno Giubilare romano.

L’iniziativa – creata con il supporto dell’agenzia Leo – ha voluto rendere omaggio alla cultura millenaria della città e alla sua manifestazione artistica più rappresentativa e si inserisce all’interno della campagna di lancio del menu speciale ‘Welcome to Roma’, che tutti i visitatori e i pellegrini attesi nella Capitale troveranno nei McDonald’s di Roma e provincia. Turisti, ma anche romani, che dal 29 maggio al 7 giugno scorsi hanno potuto ammirare in pieno centro cittadino quello che sembrava a tutti gli effetti un nuovo ritrovamento archeologico: un mosaico, con tanto di tessere mancanti e frasi illeggibili, su cui campeggiava la scritta in latino ‘Gaudeat Classicis’ (traduzione di ‘Enjoy the classics’, il claim della campagna con cui la catena americana invita le persone a godere di tutti i classici, che si tratti delle attrattive di Roma o degli iconici prodotti del marchio). La scena raffigura un classico banchetto dell’antica Roma solo che al posto delle prelibatezze dell’epoca spuntano hamburger, patatine e bibite gasate.

Quella che si può a tutti gli effetti definire un’opera d’arte trae ispirazione da un dato storico affascinante, ossia la presenza nell’antichità dei cosiddetti ‘thermopolia’, locali che servivano bevande e cibi caldi per un pasto veloce fuori casa e per rifocillare i viandanti. Solo a Pompei, per esempio, ne sono stati rinvenuti un’ottantina a testimonianza di quanto l’usanza fosse diffusa. E in questi fast food ante litteram pare che il pasto tipico fosse l’‘isicia omentata’ – un tortino di carne macinata aromatizzata con pinoli, grani di pepe, bacche di ginepro, una salsa a base di pesce, accompagnato da un panino immerso nel vino bianco – in pratica, l’antesignano del moderno hamburger.

Oltre a questa singolare esperienza, il lancio del menu è stato supportato anche da una serie di affissioni con cartelloni (OOH e DOOH) che promuovono i pezzi forti dei ristoranti, riprendendo lo stesso linguaggio visivo del mosaico. Anche se la campagna di comunicazione è stata pensata principalmente per i visitatori che affollano e affolleranno la città, questa iniziativa rappresenta anche l’impegno dei McDonald’s di Roma per sostenere la comunità locale attraverso la cura della città. Sono 56, infatti, i ristoranti della catena che partecipano attivamente alla quarta edizione di ‘Roma cura Roma-Tutta mia la Città’, il progetto di Roma Capitale che invita la cittadinanza e le associazioni a prendersi cura di strade, piazze, parchi e aree verdi in vari Municipi. L’attività proseguirà per tutto l’anno a favore del decoro urbano delle aree intorno ai ristoranti, con il patrocinio dell’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale.

Un’idea quella del brand statunitense che fa un uso intelligente e pop di una citazione artistica e culturale ‘alta’; da una parte, infatti, aggiunge valore all’esperienza di cittadini e turisti e dall’altra, grazie anche all’hype generato dai social e dalle condivisioni spontanee delle persone, amplifica in modo esponenziale il suo messaggio.