Il progetto “Mediterraneo Oceano del Mondo” degli architetti Joseph di Pasquale e Maurizio De Caro è stato selezionato per il padiglione Italia alla Biennale di Venezia 2025“Terrae Acquae, l’intelligenza del mare” curato da Guendalina Salimei nella sezione Riscoprire il patrimonio sommerso.
La visione elaborata dagli architetti progettisti Joseph Di Pasquale e Maurizio De Caro è quella di considerare il Mediterraneo come il bacino culturale e storico che nei millenni ha connesso e relazionato terminali delle traiettorie geografiche e culturali provenienti da tutte le terre emerse del pianeta sintetizzando una specifica e peculiare “civiltà del mediterraneo”.
La proposta immagina di dare consapevolezza e di far riemergere questa civiltà millenaria del mediterraneo attraverso la fondazione dell’“Università Diffusa della Civiltà Mediterranea” da insediarsi direttamente nel mare e composta da un hub centrale e un sistema di poli “isole” satellite. L’hub sarà un campus di ricerca e didattica simbolicamente localizzato sull’isola di Lampedusa disegnato come una città di fondazione, un insediamento completamente autosufficiente realizzato con moduli aggregabili provenienti dai diversi paesi costieri come nella stazione spaziale internazionale, in modo da diventare luogo di convegno e di formazione.
I poli satelliti dell’università saranno invece realizzati rifunzionalizzando le piattaforme petrolifere dismesse, come poli di formazione e turismo culturale tematizzato sull’oceanografia e sugli ecosistemi marini sommersi.
Il progetto culturale prevede anche un’occasione di presentazione e di confronto a Venezia durante la mostra, con il coinvolgimento di ospiti e di figure con competenze e responsabilità culturali, istituzionali e politiche.
“Pensiamo che, se i prossimi anni per l’Italia saranno rivolti al Mediterraneo, sarà un ritorno alla natura geo storica del nostro Paese dopo quasi mille anni durante i quali abbiamo erroneamente guardato solo a Nord. Potremo ricostruire il nostro ruolo di catalizzatore della Civiltà Mediterranea e la ricostruzione non sarà solo fisica ma anche e soprattutto spirituale, dove l’energia culturale esploderà come una molla a lungo contratta” – dichiara Joseph di Pasquale, direttore artistico dello studio internazionale di architettura JDP architects, autore anche del Guangzhou Circle a Canton (Cina) e di ChorusLife a Bergamo.
Maurizio De Caro, architetto e giornalista, aggiunge – “La ricerca della meraviglia, dello straordinario, dell’impossibile visibile chiama i “luoghi fisici, architettonici, urbani” allo scambio di suoni, alla dialettica delle parole che non si perderanno attraversando il Mare Nostrum, ma andranno a colonizzare intellettualmente i punti di approdo come memoria e speranza. Dobbiamo essere capaci di far accadere davvero le cose, perché come già ricordato da Le Corbusier:” ciò che è necessario accade comunque”.

