Rubinia, primo brand milanese di gioielleria artigianale sostenibile made in Italy, compie 40 anni in un tempo che, tra alti e bassi, vede anche questo mercato stimolato ad un radicale necessario cambiamento.
Diversi recenti studi di settore (Plimsoll, Confpreziosi e Federpreziosi e ricerche effettuate da Rubinia) rilevano che l’offerta supera la domanda, pure in ripresa, perlomeno dal 2024, e che i consumatori stanno cambiando criteri d’acquisto, anche per un fatto generazionale: ai Baby Boomers si alterna la Generazione X, quella dei Millennials e fanno capolino i giovanissimi della Generazione Z (1997-2012).
Anche se il gioiello resta la prima cosa che viene in mente, quando si pensa a un regalo importante, guidano le scelte e le modalità di acquisto, specie dei più giovani, il prezzo, la dimestichezza con l’e commerce ma anche la sensibilità a temi quali ambiente, diversità e inclusione. Nonostante la maggior parte degli intervistati affermi di avere un gioielliere di fiducia, la relazione con il consumatore non si costruisce solo sul valore estetico o economico del prodotto, ma sulla storia e i valori che esso rappresenta. Il comparto sembra avviato ad una forte polarizzazione tra realtà in forte crescita e aziende che stentano a realizzare utili e a rimanere attive.
Per questo Rubinia a inizio 2025 mette in campo due progetti per sostenere l’innovazione insieme ai propri rivenditori, 350 in tutta Italia.
Una indagine di Plimsoll ha evidenziato che il futuro della distribuzione di gioielli sarà guidato da un segmento chiave di soli 300-500 punti vendita multibrand medio-alti in tutto il Paese e Rubinia risponde alla sfida creando una Classroom della durata di 3 anni per costruire un percorso di formazione continua insieme ai propri rivenditori allo scopo di condividere know how, tattiche e strumenti di marketing e vendita che consentano a tutti di rispondere con efficacia ai nuovi scenari di una società fluida e mutevole.
Un’iniziativa assolutamente esclusiva nel campo delle gioiellerie.
Parole d’ordine secondo Rubinia: artigianalità e quindi personalizzazione (non solo dei gioielli ma anche di tutte le attività relazionali con il cliente) e, collaborazione e condivisione di idee e, raccolta, analisi e ottimizzazione dei dati; impegno reciproco per la crescita, creazione di un modello replicabile, espansione del business per una innovazione continua.
Un’altra iniziativa originale è una campagna di crowdfunding da sviluppare con i rivenditori per far partire la produzione artigianale di una nuova linea di bracciali Filodamore®, unici nel loro genere, utilizzando materiali sostenibili e all’avanguardia, come il titanio, e diamanti etici (di laboratorio). Il titanio, metallo ‘green’ e resistente, difficile da maneggiare, consentirà di abbassare i costi dei preziosi. Una parte del ricavato andrà a un’associazione senza scopo di lucro dedicata all’empowermen delle donne “forti e tenaci proprio come il titanio”. E’ stato scelto questo materiale perché è sicuramente più sostenibile rispetto ad altri per motivi legati all’estrazione, alla lavorazione e alle sue caratteristiche intrinseche. Pertanto conferma l’impegno ambientale di Rubinia che già utilizza oro e argento riciclati. In Italia, la produzione di gioielli in titanio è un settore di nicchia, ma in crescita.
La dinamica della campagna è stata pensata anche per aumentare il flusso dei clienti nei punti vendita fisici.

