Cento anni del Corriere dello Sport. In edicola un numero da collezione e al Teatro Olimpico la prima del docufilm “Eroici!” con i grandi dello sport - MEDIA KEY
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Cento anni del Corriere dello Sport. In edicola un numero da collezione e al Teatro Olimpico la prima del docufilm “Eroici!” con i grandi dello sport

Il Corriere dello Sport ha compiuto 100 anni. Un secolo di eroi, di miti e leggende, di cadute e rinascite. Un secolo di sport scritti e raccontati con la passione di chi lo sport lo ama e lo consegna alle pagine per renderlo eterno e di tutti.

Domenica 20 ottobre il Corriere dello Sport ha festeggiato un secolo di vita e lo ha fatto con un’iniziativa editoriale da collezionare e con un prodotto eccezionale per l’occasione, un docufilm per rendere la celebrazione indimenticabile.

Domenica sulla prima pagina del quotidiano, a dimostrazione del peso della storia di una testata che è riferimento in Italia per lo sport da 100 anni, c’erano anche i saluti di Papa Francesco e del Presidente Mattarella che hanno sottolineato quanto siano importanti e significativi i valori che lo sport trasmette con il sudore dei campioni, ma anche con i racconti che lo rendono eterno.

In regalo con questo numero storico uno speciale di 80 pagine da collezione dedicato a 100 anni di sport. Quello raccontato da Corriere dello Sport attraverso prime pagine e articoli storici. Un viaggio per rivivere un secolo di emozioni mediate dalle grandi firme che hanno fatto la storia di questa testata.

Alla domanda su che cosa fare per festeggiare adeguatamente questo centenario, si è deciso di andare oltre quello che sarebbe potuto essere un evento prezioso ma non per tutti e si è deciso di portare la celebrazione di un secolo di sport sul grande schermo prima e in tv poi, con un docufilm emozionante che racconta la storia dello sport e le emozioni che suscita.

È nato così il docufilm “Eroici” che racconta 100 anni di Corriere dello Sport e racconta anche 100 anni di storia del Paese. Il docufilm si potrà vedere in Rai a inizio 2025 e sul grande schermo. È qualcosa che ricorda e vive la grandezza dello sport per renderla di tutti, guarda al passato prezioso ricco di emozioni e grandi gesta e volge al futuro per portare lo sport oltre il tempo. Ci si commuove e si ride, ci si stupisce e si scoprono sentimenti e lati semplici e umani di chi ogni giorno viene vissuto come un Eroe. E qui Eroici diventano tutti, perché il sentimento, la paura, la voglia di vincere e la difficoltà nella gestione della sconfitta sono di tutti, dei grandi eroi dello sport come dei tifosi che li seguono ogni giorno.

Le giornate dei festeggiamenti di questo speciale compleanno sono iniziate sabato 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma al Teatro Olimpico dove Corriere dello Sport ha presentato “Eroici! 100 anni di passione e racconti di sport” un docufilm prodotto da Groenlandia con la partecipazione di Rai Documentari, diretto da Giuseppe Marco Albano e scritto da Shadi Cioffi: un viaggio che parte dal gesto tecnico degli atleti e arriva ai sentimenti dei tifosi, un viaggio attraverso cento anni di imprese sportive, raccontate dalle voci di chi le ha vissute con la narrazione affidata alla magnifica voce di Luca Ward.

“Eroici!” riprende la prima pagina storica del 12 luglio del 1982, quella che celebrava la vittoria del mondiale da parte degli azzurri di Bearzot che a Madrid alzarono la coppa del Mondo: grazie al racconto di quell’impresa il Corriere dello Sport portò in edicola 1.699.966 persone con una prima pagina indimenticabile.

La storia di Corriere dello Sport iniziava il 20 ottobre 1924 a Bologna grazie all’intuizione di un ex calciatore, Alberto Masprone, e dal grande genio italico Enzo Ferrari e sabato scorso al Teatro Olimpico è stata celebrata la sua grandezza con il mondo dello sport e con i suoi protagonisti sul red carpet.

C’erano il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il ministro degli Esteri, Tajani, i vertici di Sport e Salute, Mezzaroma e Nepi Molineris, il sindaco di Roma, Gualtieri, l’assessore allo Sport e ai Grandi Eventi, Onorato, Luca Cordero di Montezemolo, gli attori Giacomo Giorgio e Alberto Rossi, oltre ai presidenti delle federazioni sportive e ai dirigenti del calcio di vertice. Il presidente della Figc e vicepresidente Uefa, Gravina, il suo omologo a Nyon, Zbigniew Boniek, il patron della Lazio, Claudio Lotito, quelli del Napoli e del Bari, Aurelio e Luigi De Laurentiis, il numero uno della Lega Dilettanti, Abete, e con loro il ds della Roma, Florent Ghisolfi, l’avvocato Lorenzo Vitali e Ed Shipley braccio destro di Dan Friedkin, hanno dimostrato quanto il Corriere dello Sport sia un riferimento anche per le istituzioni. «Questa è come una meravigliosa notte degli Oscar», è stata la sintesi del direttore Ivan Zazzaroni, che dal palco ha ringraziato tutti i partecipanti, a partire dall’editore Roberto Amodei e Marco Arduini, che rappresentano una storia di successo imprenditoriale con pochi precedenti in Italia. In sala oltre settecento spettatori.

Una serata memorabile, la nascita di un docufilm che andrà in Rai e al cinema, una grande copertura mediatica, TG1 e Rai, Tg5 e Sport Mediaset, Sky Sport e tutte le testate nazionali e internazionali che hanno sottolineato soprattutto il grande gesto di ricevere una lettera di 4 pagine da Papa Francesco a celebrazione di un secolo di storia e racconto di passione per lo sport.

Nel film le azioni più memorabili del secolo sono raccontate dalla viva voce di chi le ha vissute sul campo da gioco: a testimoniare la loro passione per lo sport, e il legame indissolubile con il Corriere, sono stati tre campioni del mondo del 2006 (Totti, Nesta e Cannavaro), quattro medaglie d’oro olimpiche come Pellegrini (nuoto), Tamberi (salto in alto), Egonu (pallavolo) ed Errigo (scherma), le leggende del tennis e dello sci, Panatta e Tomba, il campione iridato della MotoGp, Pecco Bagnaia, tre grandi allenatori come Mourinho, Ancelotti e Pozzecco, personaggi del mondo dello spettacolo come Carlo Verdone e altri grandi interpreti del mondo dello sport come Signori, anche in ruoli dirigenziali, come Malagò e Montezemolo. Il vissuto degli atleti, bilanciato con quello della storia del quotidiano, crea un mix capace di rendere la memoria collettiva un presente da vivere con passione e la base per un grande futuro che guarda avanti ad altri 100 anni.