ANIMAPHIX 2026: LA SPERIMENTAZIONE VISIVA TORNA PROTAGONISTA OLTRE I CONFINI DELLO SCHERMO - Media Key
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ANIMAPHIX 2026: LA SPERIMENTAZIONE VISIVA TORNA PROTAGONISTA OLTRE I CONFINI DELLO SCHERMO

La dodicesima edizione di Animaphix evidenzia il proprio interesse nello scandagliare le contaminazioni tra cinema, animazione, arti visive e sonore proponendo opere ed esperienze capaci di ridefinire i confini dei linguaggi espressivi e di raccontare il presente attraverso forme narrative innovative.

Tra gli appuntamenti più attesi figura il focus IBRIDA dedicato a opere in cui l’animazione diventa elemento essenziale per accrescere le possibilità espressive del cinema dal vero ed evocare emozioni, ricordi e dimensioni interiori altrimenti difficili da rappresentare. Il focus – in programma nelle serate di venerdì 7 e sabato 8 agosto presso l’Arena Guttuso – ospiterà le proiezioni di Una cosa vicina di Loris G. Nese (Italia 2025), in cui il regista ricostruisce sotto forma di documentario il passato criminale del padre; e Winter in Sokcho/Un inverno in Corea di Koya Kamura (Francia 2024), dove le sequenze animate accompagnano il progressivo emergere dei sentimenti e delle inquietudini dei protagonisti. 

Pur muovendosi tra documentario e finzione, entrambi i film affidano all’animazione il compito di dare corpo a ciò che sfugge alla rappresentazione diretta, trasformandola in uno strumento narrativo capace di penetrare con profondità nei turbamenti e nelle zone più intime dei loro protagonisti. 

La vocazione interdisciplinare del festival si riflette anche attraverso la sezione Arti Visive che trova casa negli spazi di Villa Cattolica – Museo Guttuso dove nella Sala dell’Edicola sarà allestita “Sospensioni. Forme di un’eco” di Davide Fontana, mostra a cura di Rosalba Colla, sulla commistione e dialogo tra disegni e sculture (inaugurazione lunedì 3 agosto, ore 18.30); mentre nel Corpo C si presenta “Storytelling” di Nico Bonomolo, a cura di Laura Francesca Di Trapani, che comprende una selezione di opere dell’artista sui temi della soglia e della narrazione (inaugurazione martedì 4, ore 18.30). Entrambe le mostre saranno aperte per tutta la durata del festival dalle ore 19 alle 24. 

Al contempo la sezione guarda anche al futuro tecnologico-narrativo con la VR Zone e le sue due esperienze immersive: Danse Danse Danse – Matisse di Agnès Moulia e Gordon (Francia 2025), che invita a entrare letteralmente nei dipinti di Henri Matisse, ripercorrendone l’evoluzione artistica; e Ito Meikyu di Boris Labbé (Francia, Lussemburgo 2024), viaggio visionario che riflette sulle relazioni umane e sulle dinamiche dell’oppressione sociale nel Giappone antico, attraverso la metafora della tessitura. I lavori saranno visibili presso la Gipsoteca per tutta la durata del festival dalle ore 19 alle 24. 

Il dialogo tra cinema e arti visive è inoltre arricchito da “Abstraction”, percorso video-installativo sotto forma di totem con opere di Shunsaku Hayashi e Zbigniew Czapla nel giardino di Villa Cattolica.

E a consolidare la vocazione interdisciplinare della manifestazione, anche in questa edizione non manca il  connubio tra linguaggi visivi e sonori che viene proposto al pubblico attraverso la proiezione di Agua, ¿dónde vas?, videoclipdel brano di Antonio Dimartino diretto dalla regista e animatrice Giulia Conoscenti, ispirato all’opera di Federico García Lorca, che racconta un viaggio circolare dove l’acqua diventa metafora del ciclo della vita, in cui fine e inizio coincidono (giovedì 6 agosto, ore 21 – Arena Guttuso); e dal concerto di Marta Del Grandi, tappa del tour 2026 dedicato al nuovo album Dream Life, che è un’opera musicale concepita come un campo di visioni, un paesaggio sonoro multidimensionale dove speranze e aspirazioni personali si aprono a una dimensione più ampia, sospesa tra introspezione e immaginazione (domenica 9 agosto, ore 21 – Arena Guttuso).