Dal 18 settembre al MUDEC apre la mostra "Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take" di Charmaine Poh, Deutsche Bank "Artist of the Year" 2025 | Fino al 1° novembre 2026 - Media Key
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Dal 18 settembre al MUDEC apre la mostra “Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take” di Charmaine Poh, Deutsche Bank “Artist of the Year” 2025 | Fino al 1° novembre 2026

Dal 18 settembre al 1° novembre 2026 il MUDEC – Museo delle Culture presenta con Deutsche Bank e in collaborazione con 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, la mostra Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take dell’artista singaporiana-cinese Charmaine Poh, nominata da Deutsche Bank “Artist of the Year” 2025. A cura di Britta Färber, Global Head of Art & Culture di Deutsche Bank, l’esposizione arriva a Milano dopo la presentazione al PalaisPopulaire di Berlino ed è la prima mostra personale dell’artista in Italia.

Per il quinto anno consecutivo, il premio “Artist of the Year” torna al MUDEC, consolidando la collaborazione tra Deutsche Bank e 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, avviata nel 2022 e fondata su una comune attenzione ai linguaggi e ai temi del contemporaneo. Un dialogo che nasce dalla volontà condivisa di avvicinare un pubblico sempre più ampio all’arte e alle pratiche artistiche capaci di interrogare il presente attraverso nuove prospettive culturali, sociali e politiche.

Anche per questa edizione, la mostra sarà accompagnata da un articolato public program pensato per ampliare l’esperienza espositiva attraverso workshop, talk, visite guidate e attività partecipative rivolte a pubblici differenti. Sviluppato a partire dai nuclei centrali della ricerca di Poh – identità digitale, rappresentazione del corpo, visibilità pubblica, relazioni e nuove forme di socialità – il programma trasformerà la visita in un percorso attivo e immersivo, mettendo in dialogo arte e questioni centrali della contemporaneità.

Dal 2010 il premio “Artist of the Year” rappresenta una delle principali iniziative globali con cui Deutsche Bank sostiene la ricerca artistica contemporanea, individuando ogni anno artiste e artisti emergenti provenienti da diversi Paesi del mondo, capaci di interpretare le complessità del presente attraverso in maniera innovativa e socialmente rilevante. Più che un premio, il progetto costituisce una piattaforma internazionale di visibilità che accompagna gli artisti selezionati attraverso una mostra personale, la pubblicazione di un catalogo dedicato e l’acquisizione di alcune opere per la Deutsche Bank Collection, una tra le più importanti collezioni corporate di arte contemporanea al mondo. La mostra inaugura tradizionalmente a Berlino per poi svilupparsi in un percorso espositivo internazionale che coinvolge istituzioni culturali di primo piano.

A vincere l’”Artist of the Year” per il 2025 è stata Charmaine Poh (Singapore, 1990), la più giovane artista ad aver ricevuto questo riconoscimento finora. Attraverso video, installazioni, fotografia, testo e performance, Poh sviluppa una pratica multidisciplinare che intreccia esperienze personali, tecnologie digitali, memoria, ecologia, cyberfemminismo e storia, affrontando temi legati all’identità, alle strutture di potere, alla queerness e alle forme contemporanee di rappresentazione. 

Il titolo della mostra – Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take – nasce da una frase emersa in uno scambio epistolare tra l’artista e un amico. Una frase grammaticalmente imperfetta, poetica e sfuggente, che diventa metafora di ciò che attraversa l’intero progetto: lo spazio dell’intraducibile, delle identità ibride e di ciò che esiste tra le lingue, le culture e le esperienze. L’intero percorso espositivo si sviluppa come un ambiente immersivo e stratificato in cui convivono dimensione intima e tensione collettiva, memoria personale e costruzione sociale dell’identità, tecnologia e corporeità.

Elemento centrale della mostra è The Moon is Wet (2025), grande installazione video a tre canali realizzata appositamente per il progetto espositivo. L’opera intreccia le storie della dea del mare Mazu, delle “Majie” – lavoratrici domestiche migranti non sposate provenienti dalla Cina meridionale – e di una contemporanea lavoratrice domestica indonesiana, restituendo un racconto che attraversa la storia migratoria di Singapore, le dinamiche del lavoro e le forme di solidarietà femminile e collettiva.

Attorno a questi temi emergono anche altri nuclei centrali della ricerca di Poh: il corpo, il respiro, la vulnerabilità, la persistenza e la relazione tra presenza fisica ed esistenza digitale. In Heavy is the root of light (2025), installazione luminosa composta da proiezioni e frammenti poetici, il visitatore è immerso in uno spazio percettivo sospeso dove luce, linguaggio e memoria diventano materia. La tensione tra sfera privata e costruzione sociale dell’identità attraversa inoltre What’s softest in the world rushes and runs over what’s hardest in the world dove coppie queer raccontano desideri, paure e vulnerabilità legate alla genitorialità e alla costruzione di famiglie non normative nella Singapore contemporanea.

In Good Morning Young Body (2021–23), Poh rielabora invece la propria esperienza come giovane attrice televisiva nella Singapore degli anni Novanta. Attraverso immagini d’archivio e tecnologie deepfake, l’artista costruisce un avatar del proprio io adolescente per riflettere sulla sessualizzazione del corpo femminile, sull’esposizione mediatica e sulle forme contemporanee di violenza digitale.

Make a travel deep of your inside, and don’t forget me to take restituisce così un paesaggio visivo e sensibile in cui esperienza individuale e tensione collettiva convivono, aprendo nuove riflessioni sui temi della rappresentazione, dell’appartenenza, della cura e delle forme contemporanee di resistenza.