In un settore invaso da urgenze continue, messaggi fuori orario, revisioni infinite, tempo libero che scompare, Wave racconta il proprio punto di vista sul benessere professionale: il lavoro funziona meglio quando le persone stanno meglio.
Per il lancio del nuovo piano di welfare dell’agenzia, è stata realizzata una campagna social che porta nel mondo del lavoro il linguaggio delle campagne di social responsibility, rileggendolo in chiave ironica e volutamente provocatoria. Perché anche il lavoro, quando supera il limite, può avere effetti collaterali.
Il concept gioca sul parallelismo tra gli eccessi legati propriamente al consumo di alcool e quelli fin troppo diffusi nel mondo delle agenzie. Dinamiche che, se normalizzate, diventano segnali di una cultura del lavoro poco sostenibile.
A partire da questa visione, Wave ha costruito un piano welfare fatto di misure concrete. Sul fronte flessibilità, con lavoro in full remote ad agosto per tutto il team, esteso a luglio per le mamme con figli sotto i 3 anni – scelta significativa per una realtà composta per l’82% da donne – e disponibile tutto l’anno per chi vive a oltre 100 km da Milano. Sul fronte crescita, con più di 600 ore di formazione già previste per il 2026 su AI, public speaking, inglese, leadership e project management. Sul fronte economico, con un credito welfare costituito da una quota indipendente dai risultati dell’azienda e accessibile, secondo i criteri previsti, anche alle persone con contratto di apprendistato o a tempo determinato.
Con “Work Responsibly”, dunque, nasce una nuova filosofia di agenzia — perfettamente in linea con il posizionamento di Wave “Ideas that work” — che sostiene che certe idee nascono solo quando le persone hanno il tempo, l’energia e lo spazio mentale per farle funzionare davvero.
Ma anche un messaggio rivolto a tutta la categoria: il lavoro è importante. Le persone, anche.

