Quarto giorno per il Baarìa Film Festival (BAAFF). Il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione, prosegue il suo viaggio alla scoperta di storie che hanno le isole come orizzonte narrativo: film girati o ambientati su un’isola, a partire dalla Sicilia che ospita la manifestazione.
La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a VANESSA TONNINI e ANDREA DI QUARTO, fondatore e ideatore del progetto.
Domani alle 11.00 a Villa Butera, l’incontro con il pubblico con Massimo Ghini che ha presentato, in una Villa Cattolica stracolma, il film Il tepore del ballo di Pupi Avati.
Nel pomeriggio a partire dalle 15.00 al Cinema Capitol proiezioni dei cortometraggi della sezione “Approdi”, e lungometraggi della sezione “Maree” . Alle 16.00 il registaASIER URBIETA presenterà PHEASANT ISLAND | Isola Pheasant. L’opera prima del regista basco è un thriller inquietante, che denuncia la violenza disumana inflitta ai migranti irregolari. Racconta il regista: «Ho voluto creare un’atmosfera opprimente e uno sguardo profondo che si nutre della realtà per dare vita a un film capace di suscitare il desiderio di agire e di ripensare i nostri modelli di convivenza».
PHEASANT ISLAND | Sinossi | Nell’Europa senza confini del XXI secolo, un confine continua ancora a separare la Spagna dalla Francia, segnato dal fiume Bidasoa. Su questo fiume si trova l’Isola dei Fagiani, un piccolo lembo di terra che passa alternativamente sotto il controllo spagnolo e francese ogni sei mesi. Quando il corpo di un migrante irregolare viene ritrovato proprio il giorno del cambio di sovranità, Nassim, uno dei sopravvissuti, diventa il bersaglio di una violenta caccia all’uomo mentre tenta di attraversare il confine. Un evento inquietante che cambierà per sempre la vita di Laida e Sambou, una giovane coppia interrazziale.
In serata, alle 21.30 a Villa Cattolica l’attrice LORENZA INDOVINA presenterà la sua opera prima, il documentario LA VERITA’ MIGLIORE. La regista prende le mosse dal racconto del disastro aereo di Montagna Longa del 1972, nel quale perse la vita, tra gli altri, suo padre, il regista Franco Indovina. Da questo tragico evento inizia un viaggio intimo e intenso nella memoria e nella ricerca della propria identità, attraverso un profondo lavoro di ricostruzione del passato. Racconta Indovina: “Questo è il mio percorso verso una verità che, dopo tanti anni, continua a sfuggire, ma che coinvolge il senso della morte, della mancanza, della perdita e della memoria”.

