Lefebvre Giuffrè con EY: al via un programma di formazione manageriale su Innovazione e Finance Transformation - Media Key
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Lefebvre Giuffrè con EY: al via un programma di formazione manageriale su Innovazione e Finance Transformation

Nel 2024 solo il 5% delle imprese in Italia utilizzava l’intelligenza artificiale. Un dato che oggi sta crescendo rapidamente nelle grandi organizzazioni, mentre nelle PMI resta ancora limitato: non a caso, appena il 45,8% dei lavoratori possiede competenze digitali di base.

Il programma, presentato in anteprima in un evento dedicato a Milano, risponde a un doppio gap strutturale con cinque aree tematiche, un target dalla C-suite ai team operativi e risultati misurabili.

Lefebvre Giuffrè annuncia il lancio di un programma strutturato, sviluppato in collaborazione con EY, di formazione manageriale dedicato alla trasformazione digitale dei processi Finance, alle nuove tecnologie applicate al business e allo sviluppo delle competenze per i professionisti C-suite e delle funzioni AFC. Il programma, presentato in anteprima presso il Digital Hub Lefebvre Giuffrè di Milano davanti a una platea di executive aziendali, copre cinque aree tematiche: AFC e controllo di gestione, informativa di bilancio e digitalizzazione, innovazione e strategia, project management, leadership e soft skills.

IL CONTESTO

In Italia si parla molto di Finance Transformation, ma misurare quante aziende la stiano davvero facendo è più complicato di quanto sembri: non esiste una definizione statistica condivisa, e il confine tra trasformazione dichiarata e trasformazione realizzata è spesso sottile. I segnali misurabili, competenze digitali, adozione di tecnologie avanzate, capacità di industrializzare i processi, raccontano però una storia precisa. Secondo la Commissione Europea, solo il 45,8% delle persone in Italia possiede competenze digitali di base, contro il 55,6% della media UE; sul fronte tecnologico, nel 2024 appena il 5% delle imprese utilizzava l’intelligenza artificiale, a fronte di una media europea già contenuta all’8%. Un dato che oggi sta crescendo soprattutto nelle realtà più grandi e strutturate, mentre resta ancora limitato nel mondo delle PMI, mantenendo comunque l’Italia indietro rispetto a una media europea.

Questi numeri non descrivono solo un ritardo nell’adozione: descrivono un problema di qualità della trasformazione. Secondo una survey EY, circa il 75% delle funzioni Finance è ancora nelle prime fasi di implementazione dell’AI generativa e solo una minoranza ha già scalato l’adozione sull’intera funzione. Molte organizzazioni dichiarano di essere in trasformazione, ma poi il reporting resta su Excel, i workflow restano manuali e nessuno misura i benefici ottenuti. Il rischio concreto è adottare soluzioni digitali per fare più velocemente processi che non creano più valore, il che è un costo, non un investimento. La differenza tra chi sta cambiando davvero e chi si limita ad annunciarlo si vede nei risultati, e nei prossimi anni sarà sempre più la discriminante competitiva. Il freno, quasi sempre, non viene dai vertici: board e CFO spingono per il cambiamento. Viene dal mezzo dell’organizzazione, da chi ogni giorno percepisce la trasformazione come un carico aggiuntivo sul lavoro che già fa.

Eppure, il potenziale è enorme: i team Finance oggi dedicano una quota molto rilevante del proprio tempo ad attività routinarie. Con soluzioni digitali e formazione adeguata, quell’impegno scenderebbe in maniera consistente, liberando risorse per analisi, decisioni e attività ad alto valore. Colmare quel divario e sciogliere quella resistenza richiede che tecnologia e competenze viaggino insieme, e l’esperienza maturata su progetti concreti lo conferma: la quasi totalità delle organizzazioni ha registrato una riduzione dei tempi di predisposizione e approvazione dei documenti, evidenziando anche una riduzione

di errori e incoerenze tra dati grazie a workflow strutturati. È su questa evidenza che nasce il programma di collaborazione tra EY e Lefebvre Giuffrè.

IL PROGRAMMA DEI CORSI AI E FINANCE TRANSFORMATION

Il percorso formativo combina framework teorici aggiornati, casi reali, insight C-level e sessioni pratiche. I moduli, erogabili in aula, in webinar live, in modalità e-learning o blended, sono disponibili sia in formato interaziendale calendarizzato che su misura per singole organizzazioni.

Cinque le aree tematiche. L’area Innovazione e Strategia include moduli su digital strategy per l’AFC, process intelligence, automazione e digital reporting. L’area AFC copre fast closing, controllo di gestione, rendiconto finanziario e cost management. Bilancio e Digitalizzazione affronta i nuovi standard IFRS 18, la CSRD e l’automazione del disclosure. Il Project Management dà metodo alla trasformazione, incluso il mantenimento dei benefici nel lungo periodo, fase spesso trascurata. La Leadership e Soft Skills chiude il percorso sul piano manageriale e culturale.

I moduli sono autonomi e componibili: fruibili singolarmente o in sequenza, con un ordine consigliato che segue una logica progressiva, prima la visione, poi i processi, poi il metodo, infine le persone. Il target è calibrato su tre livelli: CFO e finance leader, middle management e team operativi, con contenuti e profondità diversi per ciascuno.

«Il problema non è lo strumento digitale: è che molte aziende la introducono su dati disorganizzati e processi ancora manuali. Così la tecnologia amplifica il rumore, non crea valore. Quando invece digitalizzazione e formazione vanno insieme, il risultato non è la sostituzione delle persone, è la loro valorizzazione: meno tempo su attività manuali, più tempo su analisi, lettura dei dati e decisioni. Il CFO non è più solamente il custode del dato. è anche un direttore d’orchestra. E per dirigere un’orchestra servono persone formate, non solo strumenti acquistati. In questo tipo di percorsi non si può poi prescindere dalla normativa, e le normative che impattano le aziende oggi, dall’AI Act alla CSRD, sono europee. Per formare le persone a gestirle serve un partner che le conosce davvero, che le studia, le interpreta e le traduce in pratica da decenni. Per questo siamo felici di collaborare con un player come Lefebvre Giuflrè» ha dichiarato Domenico Passannanti, Partner EY.

«La formazione è da sempre il cuore del nostro lavoro, ma il mercato ci chiedeva qualcosa di diverso: non solo contenuti aggiornati, ma percorsi capaci di produrre un cambiamento misurabile nelle organizzazioni. Chi lavora nelle funzioni Finance oggi deve muoversi su due piani contemporaneamente, capire le normative e saperle applicare in processi digitalizzati, e questo programma è la risposta più concreta che abbiamo costruito finora. La collaborazione con EY nasce dalla convinzione che conoscenza normativa e competenza digitale non possano più essere separate.» ha dichiarato Elisa Bettini, Training Business Line Director, Lefebvre Giuffrè.