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AI e lavoro, pubblicato il primo Human Capital Trends Study di Aon

  • Secondo lo studio, il 73% delle aziende sta sperimentando programmi di AI
  • Tra gli obiettivi legati all’AI, l’80% delle imprese individua la sua applicazione nell’automazione dei processi routinari
  • In ritardo le imprese italiane: solo il 33% ha già implementato soluzioni AI

Aon, azienda leader a livello globale nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano, ha pubblicato la prima edizione dello Human Capital Trends Study, un’indagine sui trend in ambito Human Capital, che ha coinvolto 2.361 leader aziendali tra membri di consigli di amministrazione, dirigenti e responsabili delle risorse umane in più di 62 paesi, tra cui l’Italia.

Lo studio evidenzia, in particolare, un gap critico nelle strategie di utilizzo dell’intelligenza artificiale: le organizzazioni riconoscono che saranno le persone a decretarne il successo, ma non stanno investendo in modo adeguato nelle strategie di sviluppo del capitale umano.

Secondo il report, l’88% delle aziende concorda sul fatto che l’intelligenza artificiale richiederà nuove competenze alla forza lavoro e indica, tra i principali fattori di successo per i prossimi tre anni, lo sviluppo di capacità come adattabilità, leadership e gestione del cambiamento, considerate persino più rilevanti delle competenze tecniche.

Nonostante ciò, mentre il 73% delle organizzazioni ha già avviato o sta sperimentando programmi di AI, solo il 18% dichiara che la maggior parte dei propri dipendenti ha partecipato nell’ultimo anno a percorsi di reskilling o upskilling sull’intelligenza artificiale.

Questo disallineamento è ancora più evidente quando le strategie di AI vengono sviluppate senza un chiaro collegamento con gli obiettivi di business, i modelli operativi o le competenze necessarie per realizzarle. Solo il 28% delle aziende ha assunto professionisti con competenze specifiche in ambito AI, segno di una forte dipendenza dallo sviluppo delle risorse interne.

Il risultato è una distanza tra ciò che le organizzazioni sanno essere determinante per il successo e il modo in cui allocano le risorse: una criticità che si sta configurando come un rischio concreto per il valore d’impresa.

I dati italiani

Per quanto riguarda l’Italia, secondo l’Aon Human Capital Trends Study 2026, le imprese accusano un ritardo nell’adozione dell’intelligenza artificiale rispetto alla media globale: solo il 33% ha già implementato soluzioni di AI, contro un tasso di adozione del 44% registrato a livello mondiale. Un divario che si riflette anche sulla formazione: quasi un quarto della forza lavoro italiana non ha partecipato ad alcun programma di reskilling o upskilling in ambito AI negli ultimi 12 mesi. Nonostante l’83% dei rispondenti italiani riconosca che l’AI creerà nuove opportunità e richiederà nuove competenze, e il 30% ritenga che sostituirà in modo significativo alcuni ruoli, la preparazione concreta delle persone rimane ancora insufficiente rispetto alla velocità della trasformazione tecnologica in atto.

“L’intelligenza artificiale non è solo una trasformazione tecnologica, ma una profonda trasformazione organizzativa. Le aziende che sapranno agire con determinazione potranno cogliere appieno le opportunità offerte dall’AI.” ha commentato Cecilia Exacoustos, Head of Health & Talent di Aon, “Colmare il divario tra intenzione e azione sarà l’elemento distintivo: le realtà che riusciranno a sviluppare le competenze giuste, rafforzare la cultura organizzativa e abilitare una leadership capace di guidare il cambiamento saranno quelle meglio posizionate per trasformare l’intelligenza artificiale in un vantaggio competitivo solido e duraturo.”

La preparazione della forza lavoro è il fattore chiave per scalare l’AI

Lo studio evidenzia, inoltre, che l’80% delle organizzazioni, a livello globale, individua nell’automazione delle attività routinarie uno degli obiettivi principali dell’AI, mentre solo il 35% considera prioritari gli investimenti in percorsi strutturati di upskilling e reskilling.

Allo stesso tempo, i leader riconoscono in misura crescente il ruolo determinante delle capacità umane per il successo dell’AI: l’84% dei datori di lavoro ritiene che tali capacità acquisiranno maggiore rilevanza con l’aumentare dei livelli di automazione, mentre il 37% indica i futuri gap di competenze della forza lavoro come la principale criticità nei prossimi cinque-dieci anni.

Nel loro insieme, questi dati mostrano un disallineamento evidente: le organizzazioni stanno accelerando sull’automazione, ma continuano a sottostimare il valore dell’investimento sulle persone necessarie per renderla operativa in modo efficace e sostenibile.

Il report sottolinea come, in assenza di aspettative chiare e di adeguati framework di governance sull’utilizzo dell’AI, o quando il livello di preparazione resta indietro rispetto alla sua implementazione, le organizzazioni si espongono a una maggiore lentezza nell’adozione, a processi decisionali frammentati e a un incremento dei rischi operativi e reputazionali, limitando il valore che l’AI potrebbe generare.

Trasformare l’investimento in AI in valore concreto

Oltre a identificare i rischi, lo Human Capital Trends Study di Aon delinea una serie di azioni concrete che le organizzazioni possono intraprendere per colmare il gap di preparazione e liberare il pieno valore dell’AI.

Tra queste: allineare la strategia di AI alla pianificazione della forza lavoro; valutare le competenze esistenti e i fabbisogni futuri; investire in percorsi strutturati e diffusi di upskilling e reskilling; rafforzare le capacità di leadership nella gestione del cambiamento attraverso modelli di governance chiari; valorizzare dati e analytics sulle persone, sempre più integrati e maturi, per orientare in modo più efficace le decisioni di investimento.

Con l’accelerazione nell’adozione dell’AI, le organizzazioni si trovano di fronte a una scelta chiara: continuare a concentrare gli investimenti esclusivamente sulla tecnologia oppure investire in modo altrettanto deciso nelle persone necessarie a renderla realmente efficace.

 Consulta il report completo cliccando qui: Human Capital Trends Study