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WOBI ON AI & BUSINESS TRANSFORMATION: OLTRE 8 AZIENDE SU 10 PRONTE A INVESTIRE IN INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEI PROSSIMI DUE ANNI

Presentata a Milano la ricerca AstraRicerche per Manageritalia e WOBI: il 68,7% delle aziende utilizza già l’AI e l’83,2% prevede nuovi investimenti entro i prossimi due anni

Al centro dell’evento il confronto tra esperti e manager sul futuro della trasformazione aziendale guidata dall’Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale è sempre più presente nelle strategie delle imprese italiane e si prepara a diventare una leva decisiva per la competitività nei prossimi anni. È quanto emerge dalla survey “Utilizzo e vissuto dell’AI”, realizzata da AstraRicerche per Manageritalia e WOBI e presentata oggi nel corso di WOBI On AI & Business Transformation, l’evento organizzato da WOBI a Milano per approfondire opportunità, sfide e prospettive dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del business.

Nel corso della giornata si sono alternati sul palco alcuni tra i più autorevoli esperti internazionali sui temi dell’innovazione e della trasformazione organizzativa: Mitchell Weiss, docente della Harvard Business School, Jason Wild, esperto di cambiamento organizzativo, Randi Zuckerberg, imprenditrice e pioniera del mondo digitale, Paolo Zaccardi, fondatore e CEO di Fabrick, e Tricia Wang, tecnologa e consulente internazionale.

La ricerca, condotta su un campione di 678 manager italiani, mostra come l’Intelligenza Artificiale sia ormai entrata stabilmente nelle organizzazioni. Oggi il 68,7% delle aziende la utilizza in modo moderato o intenso, mentre solo il 7,2% dichiara di non farne alcun uso. Una diffusione che coinvolge sempre più trasversalmente le diverse funzioni aziendali e lo stesso management: il 72,5% dei dirigenti intervistati afferma infatti di utilizzare strumenti di AI con intensità almeno moderata. Parallelamente cresce anche il livello di strutturazione delle imprese nell’adozione di queste tecnologie, circa la metà delle aziende che già impiegano l’Intelligenza Artificiale ha definito una policy interna dedicata, segnale di un approccio sempre più consapevole e maturo.

Se il presente racconta una fase di consolidamento, il futuro appare ancora più promettente.

L’83,2% delle aziende prevede di investire ulteriormente in Intelligenza Artificiale nei prossimi due anni, mentre oltre la metà dei rispondenti si dichiara certa che la propria organizzazione destinerà nuove risorse economiche e organizzative allo sviluppo di queste tecnologie.

Tra gli ambiti di applicazione oggi più diffusi emergono la traduzione e localizzazione di contenuti e documenti (82,4%), l’analisi dei dati, l’ottimizzazione delle attività di marketing e comunicazione e la gestione documentale interna. Nei prossimi anni, invece, la crescita più significativa è attesa nell’automazione dei processi amministrativi e contabili, nella formazione dei dipendenti e nei servizi digitali rivolti alla clientela.

Ana Mazzeo, Managing Director di WOBI Italia ha dichiarato: “L’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia da osservare, ma una realtà che sta ridefinendo il modo in cui le organizzazioni innovano, prendono decisioni e generano valore. Con WOBI On AI & Business Transformation abbiamo voluto creare uno spazio di confronto concreto tra leader, esperti e aziende per comprendere come trasformare il potenziale dell’AI in risultati tangibili. I dati della ricerca confermano che le imprese italiane sono pronte a investire, la vera sfida ora è sviluppare competenze e modelli organizzativi capaci di accompagnare questo cambiamento.”

Secondo i manager intervistati, i principali benefici dell’AI riguardano il miglioramento dell’efficienza operativa, la semplificazione dei processi, l’aumento della produttività e la possibilità di sviluppare nuovi prodotti e servizi. Il 91% dei rispondenti riconosce un impatto positivo dell’Intelligenza Artificiale sull’efficienza aziendale, mentre circa due manager su tre ne evidenziano il contributo all’innovazione e ai risultati economici.

Accanto alle opportunità, emergono anche alcune aree di attenzione che le aziende sono chiamate a gestire per accompagnare efficacemente la trasformazione in corso. Le principali preoccupazioni riguardano la tutela dei dati sensibili e riservati, il rischio di una crescente dipendenza cognitiva dalle tecnologie e il possibile impatto sull’occupazione e sulle competenze professionali. Proprio quest’ultimo aspetto evidenzia una delle principali sfide per le organizzazioni dato che solo il 43,5% dei manager ritiene che la propria azienda sia oggi sufficientemente preparata ad affrontare l’evoluzione guidata dall’Intelligenza Artificiale, mentre il 68% indica nella formazione dei lavoratori la priorità assoluta per coglierne appieno le opportunità e governarne i cambiamenti.

In questo scenario, la capacità di trasformare gli investimenti in competenze, innovazione e vantaggio competitivo sarà il fattore decisivo che distinguerà le organizzazioni in grado di guidare il cambiamento da quelle destinate a subirlo.