Catalonia in Venice: Claudia Pagès Rabal, Paper Tears è un’installazione che indaga le filigrane della carta come dispositivi simbolici e politici. Attraverso proiezioni laser, uno schermo LED scultoreo e una colonna sonora avvolgente, queste tracce — generate durante il processo di fabbricazione della carta e storicamente legate all’origine e all’autenticità — vengono portate alla luce e interrogate. Il lavoro invita a riflettere su come i sistemi istituzionali di conoscenza e di autorità si siano formati nel tempo, fino a entrare in tensione con il presente.
Le filigrane sono proiettate sulle pareti dello spazio Catalonia in Venice e attivate da un insieme di personaggi eterogenei che le commentano, adottando registri intuitivi più che retoriche istituzionali. Da segni legati al passato, si trasformano progressivamente in forme instabili e ibride, entrando in relazione con realtà contemporanee, mentre i performer attraversano falde acquifere storiche e rotte strategiche dell’acqua in Catalogna.
L’installazione si articola attraverso molteplici punti di vista, sia nella sua dimensione complessiva sia nelle singole voci e componenti sonore, oscillando tra narrazione collettiva ed esperienza individuale. La sua struttura, spaziale e concettuale, si ispira alle reti sotterranee e superficiali di acqua dolce e salata — livelli, maree e flussi — che costituiscono l’ossatura topologica del progetto.
Al centro del lavoro si trova un archivio di filigrane cartarie del XV secolo, conservate presso il Museu Molí Paperer de Capellades (Catalogna). Questi segni, visibili solo in controluce, riflettono un interesse che attraversa da tempo la ricerca dell’artista. Risalgono a una fase storica cruciale, in cui le rotte commerciali mediterranee declinavano mentre quelle atlantiche si espandevano, segnando l’avvio di nuove dinamiche di circolazione e di potere. In questo contesto, la carta si diffonde insieme a idee, contratti e codici che formalizzano autorità, proprietà e regolazione. Venezia e la Catalogna occupavano allora posizioni strategiche in questa trasformazione, le cui logiche continuano a influenzare il presente.
In francese, l’espressione en filigrane indica ciò che resta sotto la superficie: un’idea, un’emozione o una tensione che sfugge a una formulazione diretta ma continua a essere presente.
Attraversare Paper Tears può somigliare a entrare in una macchina del tempo: non per ricostruire un momento storico, ma per mettere in relazione elementi emblematici di un’epoca con le condizioni contemporanee. In un contesto segnato da conflitti geopolitici, crisi migratorie e stati di emergenza, l’opera rivela una continuità inquietante tra le infrastrutture di potere del passato e quelle del presente.

