Agenda 2030: palla al Centro... e alle sue Regioni  - Media Key
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Agenda 2030: palla al Centro… e alle sue Regioni 

Nonostante il persistere di determinate criticità in termini di dimensione ambientale e istituzionale, le regioni dell’Italia centrale registrano risultati superiori alla media nazionale sul fronte degli obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Territori ASviS (‘Obiettivi globali, soluzioni locali’) e, più specificamente, dalla seconda tappa del ciclo di incontri che l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ha promosso, insieme ad AXA Italia, per offrire agli attori locali – sia pubblici sia privati – una serie di dati, analisi e proposte finalizzati a rafforzare la capacità dei territori di pianificare e realizzare politiche e azioni più sostenibili.

Tale tappa è stata ospitata, la scorsa settimana, dall’Istituto Luigi Sturzo di Roma e il focus è stato messo su Toscana, Marche, Lazio e Umbria, con le relative province e le città metropolitane. 

Ricordiamo, in sintesi, che nel suddetto 

Rapporto si analizzano il posizionamento e l’andamento dei territori rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 ONU, sulla base di un centinaio di indicatori statistici. La decarbonizzazione dei trasporti, il dissesto idrogeologico, la rigenerazione urbana, la qualità dell’aria, le infrastrutture verdi e le politiche  abitative e di coesione sono solo alcuni esempi dei principali ambiti trattati.

“Nel Centro Italia emergono segnali contrastanti”, sottolinea il Direttore Scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini: “alcune aree mostrano buone performance su economia circolare e parità di genere, mentre persistono ritardi su imprese e innovazione. Queste  differenze indicano uno sviluppo non omogeneo anche all’interno delle singole regioni: per questo motivo è cruciale rafforzare le politiche a lungo termine, mirate a colmare i divari e ad accelerare sui fronti dell’inclusione, del benessere  e della prosperità, nell’interesse delle generazioni presenti e future”.

Più nel dettaglio, in relazione agli obiettivi dell’Agenda 2030 nel Centro Italia si evidenziano progressi significativi in riferimento a tematiche come la parità di genere (Goal 5) e la produzione e il consumo responsabili (Goal 12); ci sono 

miglioramenti, più contenuti ma comunque apprezzabili, anche in campi come la salute, l’istruzione, l’energia e il lavoro, mentre c’è qualche segnale di peggioramento per quanto riguarda gli 

obiettivi legati a povertà, acqua, disuguaglianze, ecosistemi terrestri e qualità delle Istituzioni. 

Nel confronto con il dato nazionale, solo sul versante del Goal 11 (relativo a città e comunità sostenibili) i livelli registrati dalle regioni del Centro appaiono inferiori; sono invece numerosi gli ambiti e, parallelamente, gli obiettivi dell’Agenda 2030 in cui tali regioni mettono sul piatto performance migliori rispetto alla media nazionale.

“Siamo orgogliosi”, afferma Letizia D’Abbondanza, Direttore Clienti e Comunicazione Esterna di AXA 

Italia, “di essere al fianco di ASviS in un percorso ideato per condividere dati solidi, analisi comparabili e indicatori territoriali sui molteplici aspetti dell’Agenda 2030 che possono orientare le politiche verso un cambiamento positivo concreto. Crediamo nel  potenziale dell’Italia e nel valore di un approccio attivo e costruttivo alla sostenibilità. Come settore vogliamo contribuire non solo con i prodotti, ma anche con le analisi, la prevenzione, la gestione del rischio: lavoriamo insieme a Istituzioni, associazioni, mondo della ricerca e società civile per aumentare la consapevolezza delle sfide da affrontare e di quelle buone pratiche che, ne siamo  sicuri, potranno contribuire a rafforzare la resilienza del Paese e a promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo”. 

Durante la tappa di Roma del ciclo di incontri organizzato da ASviS e AXA Italia (ricordiamo, in sintesi, che il Gruppo è tra i leader mondiali nel settore dell’Assicurazione e dell’Asset Management, con clienti in una cinquantina di mercati locali, ed è presente nel Bel Paese con una logica multi-distributiva che lo porta ad operare attraverso la rete agenziale, il canale bancario e l’eCommerce) è stato fatto il punto anche sullo stato dell’arte delle quattro specifiche regioni del Centro già citate in precedenza. 

In Umbria i progressi più degni di nota riguardano i Goal 4, 5, 8 e 12, rispettivamente riferiti a istruzione, parità di genere, lavoro/crescita economica e consumo/produzione responsabili. Passi indietro, invece, in relazione ai Goal 1, 2, 6, 10, 15 e 16: lotta alla povertà,  agricoltura e alimentazione, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, disuguaglianze, vita sulla terra, giustizia e Istituzioni.

Il Lazio ha navigato con il vento in poppa sotto vari punti di vista: salute (Goal 3), istruzione (4), parità di genere (5), energia (7), lavoro/crescita economica (8), consumo/produzione  responsabili (12). Anche in questo caso, tuttavia, si torna indietro anziché andare avanti in riferimento al Goal 1: una constatazione amara, perché all’interno dell’Agenda 2030 l’obiettivo di combattere e sconfiggere la povertà nel mondo ha ovviamente una valenza primaria e, per certi versi, rappresenta una sorta di ‘conditio sine qua non’ per puntare realmente allo sviluppo sostenibile del Pianeta. In negativo anche i dati laziali su acqua pulita e servizi igienico-sanitari, disuguaglianze, vita sulla terra, giustizia e Istituzioni.

Cambiando regione non cambia la sostanza: le Marche si distinguono per i miglioramenti registrati in ambiti come salute, istruzione, parità di genere, città e comunità sostenibili e consumo/produzione responsabili, ma i già citati punti 1, 6, 10, 15 e 16 continuano a costituire un fattore di criticità, che si estende in toto pure alla Toscana. Anche in quest’ultima regione vanno apprezzate le migliorie inerenti istruzione, parità di genere, energia, lavoro/crescita economica e consumo/ produzione responsabili.