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Fondazione Matera Basilicata 2019, debutta la nuova piattaforma digitale: la città si racconta al Mediterraneo

Matera compie un nuovo passo nel suo percorso internazionale e rafforza la propria presenza sulla scena globale. È online la nuova piattaforma digitale della Fondazione Matera Basilicata 2019, realizzata dall’agenzia ideama (gruppo dihub – UNA), pensata come strumento centrale per accompagnare il ruolo della città come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Non si tratta di un semplice aggiornamento grafico, ma di un vero e proprio progetto strategico: il portale nasce per diventare il punto di riferimento digitale attraverso cui Matera si presenta al mondo, raccontando iniziative, valori e visione legati al dialogo tra i Paesi del Mediterraneo. La piattaforma è stata progettata su misura, con un’attenzione particolare all’esperienza dell’utente e alla capacità di gestire contenuti complessi e multilingue. L’obiettivo è quello di offrire una navigazione intuitiva e coinvolgente, in grado di riflettere i principi di apertura, inclusione e scambio culturale che sono alla base del progetto. Dal punto di vista tecnico, il sistema garantisce elevati standard di sicurezza e scalabilità, elementi fondamentali per sostenere un flusso informativo internazionale in continua evoluzione.

Il lavoro di ideama, sostenuto dal network di competenze del gruppo dihub e dall’esperienza di UNA, rappresenta un esempio di come la creatività e l’innovazione tecnologica possano tradurre progetti istituzionali complessi in strumenti concreti e accessibili. Come sottolineato dal CEO Alberto Acito, la piattaforma è pensata non solo come un sito ma come uno spazio digitale capace di favorire il confronto e raccontare Matera come centro nevralgico della cultura mediterranea. L’avvio della nuova piattaforma si inserisce in un quadro più ampio: quello della Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, iniziativa promossa dall’Unione per il Mediterraneo e dalla Fondazione Anna Lindh. Il progetto, ispirato al modello delle Capitali Europee della Cultura, amplia però il proprio raggio d’azione includendo non solo l’arte ma anche dimensioni sociali, educative e politiche.

Il programma di Matera 2026, intitolato ‘Terre Immerse’, propone una riflessione sul Mediterraneo come spazio dinamico e stratificato, attraversato da scambi, trasformazioni e relazioni storiche profonde. Non a caso, durante la cerimonia inaugurale, il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha evidenziato il ruolo della cultura come strumento attivo di costruzione e cooperazione, mentre la ministra Elisabetta Casellati ha ribadito come essa rappresenti un mezzo fondamentale per promuovere la pace. Pur non affacciandosi direttamente sul mare, Matera viene interpretata come una città profondamente mediterranea. La sua storia millenaria, visibile nelle stratificazioni urbane e nei celebri Sassi, la rende un luogo simbolico in cui passato e presente dialogano costantemente. Il sindaco Antonio Nicoletti ha descritto il Mediterraneo non tanto come uno spazio geografico, ma come un insieme di esperienze condivise nel tempo. Una visione ripresa anche dalla Direttrice della Fondazione, Rita Orlando, che ha parlato di una sovrapposizione di civiltà capace di raccontare la complessità di questo spazio. L’architetto Pietro Laureano, inoltre, ha messo in evidenza le affinità tra Matera e altri territori mediterranei, sottolineando come pratiche e modelli abitativi si intreccino al di là delle distanze geografiche.

La cerimonia di apertura ha restituito in modo concreto lo spirito del progetto. Il Teatro Duni, ancora interessato da lavori di restauro, è stato trasformato in uno spazio scenico inedito: le impalcature sono diventate parte integrante dell’allestimento, ospitando l’Orchestra Sinfonica di Matera diretta da Saverio Vizziello. La scelta scenografica ha dato vita a un’immagine potente, in cui il lavoro e la produzione culturale si fondono. L’evento si è poi esteso all’intera città, fino al Sasso Caveoso e alla Murgia, con una performance che ha unito suoni della tradizione mediterranea e tecnologie visive, creando un’esperienza immersiva in dialogo con il paesaggio. L’inaugurazione segna solo l’inizio di un percorso che proseguirà fino a novembre 2026. Il programma coinvolgerà istituzioni, artisti, ricercatori e comunità provenienti da tutto il Mediterraneo, dando vita a un calendario ricco di mostre, residenze artistiche, incontri e progetti partecipativi. Particolare attenzione sarà dedicata allo scambio tra città e territori, come nel caso del dialogo con Tétouan, e più in generale alla costruzione di una rete culturale condivisa. In questa prospettiva, Matera si configura come un vero e proprio laboratorio in divenire: un ‘cantiere mediterraneo’ in cui la cultura diventa strumento di relazione, crescita e cooperazione. La nuova piattaforma digitale rappresenta, dunque, la porta d’ingresso a questo processo, uno spazio virtuale che accompagna e amplifica un progetto destinato a lasciare un segno concreto nel panorama culturale internazionale.