Dal laboratorio romano del 1964 a una filiera autosufficiente: bandiere prodotte con plastica marina riciclata e vetro strutturale per l’edilizia sostenibile. È il percorso industriale di Resolfin e del brand Resolglass, presenti oggi nei principali palazzi istituzionali italiani e sui mercati internazionali.
Dal laboratorio artigiano romano del 1964 a oltre 5.000 installazioni realizzate in Italia e all’estero. È il percorso industriale di Resolfin e del brand Resolglass, gruppo attivo nella manifattura tecnica, nella comunicazione visiva e nelle soluzioni per l’architettura sostenibile.
Guidata dall’imprenditore Enrico Scozzari, la società ha sviluppato nel tempo una filiera produttiva integrata che combina progettazione tecnica, produzione interna e innovazione brevettata. Tra le soluzioni sviluppate figurano sistemi per la comunicazione istituzionale e urbana come Hercules, Kingpole e la Bandiera Luminosa, oltre a progetti più recenti come Moorsimply, braccio elettromeccanico per l’assistenza all’ormeggio nautico, e Glassblock, sistema strutturale per balaustre in vetro ad alte prestazioni.
Le installazioni del Gruppo Resolfin sono presenti in numerosi contesti istituzionali e infrastrutturali, dalla Presidenza della Repubblica alla NATO, dalla FAO a diversi ministeri e amministrazioni pubbliche.
Economia circolare anche nel settore delle bandiere
Tra le innovazioni più recenti figura lo sviluppo di tessuti tecnici per bandiererealizzati al 100% con plastica riciclata, in gran parte recuperata in mare.
Il filato utilizzato deriva per il 62% da PET riciclato proveniente da rifiuti plastici raccolti in ambiente marino e per il restante 38% da plastica proveniente da raccolta differenziata.
Il materiale, sviluppato con partner industriali europei, consente di ottenere tessuti più resistenti e durevoli rispetto ai materiali tradizionali. L’iniziativa si inserisce in una strategia di economia circolare che riguarda anche il processo produttivo.
La stampa delle bandiere avviene nello stabilimento di Pomezia tramite tecniche di sublimazione con colori a base d’acqua, una soluzione che riduce l’uso di solventi e limita la produzione di scarti industriali. L’intero processo è alimentato da energia rinnovabile grazie a un impianto fotovoltaico installato presso il sito produttivo.
La società ha inoltre avviato iniziative di compensazione ambientale legate alla produzione dei tessuti tecnici, con programmi di riforestazione associati ai volumi di materiale utilizzato.
Dalla manifattura alla progettazione architettonica
Negli ultimi anni il gruppo ha esteso le proprie attività anche al settore dell’architettura sostenibile attraverso il brand Resolglass. In questo ambito il vetro strutturale viene utilizzato come componente tecnologica per l’involucro edilizio, con l’obiettivo di migliorare efficienza energetica e durabilità degli edifici.
«La sostenibilità non può essere soltanto una dichiarazione di principio, ma deve diventare parte integrante dei processi produttivi. Innovazione tecnologica, materiali riciclabili e autonomia energetica sono leve industriali che permettono alle imprese di coniugare competitività e responsabilità ambientale» osserva Enrico Scozzari, CEO del Gruppo Resolfin.
Una manifattura che evolve
Dal laboratorio fondato da Giacomo Scozzari nella Roma degli anni Sessanta, l’azienda ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, mantenendo però una forte integrazione tra progettazione, produzione e ricerca.
Oggi il gruppo opera in diversi ambiti —edilizia, design tecnico, comunicazione visiva e nautica— sviluppando prodotti caratterizzati da elevato contenuto tecnologico e da un crescente orientamento alla sostenibilità.
«Un modello che dimostra come anche la manifattura tradizionale possa evolvere verso filiere produttive più efficienti e circolari, mantenendo al tempo stesso la propria identità industriale nel panorama del Made in Italy» conclude Enrico Scozzari.

