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La Silicon Valley guarda Wishew: il social che riporta l’umano al centro

Fondato nel 2022 da Giacomo Vose, Antonino Risicato e Vincenzo De Caro – tre imprenditori italiani con background in fintech, brand strategy e product innovation – da subito Wishew ha intercettato una frattura che oggi è diventata centrale nel dibattito della Silicon Valley: la discrepanza tra accelerazione tecnologica, in particolare AI, e l’importanza dell’attenzione e del contatto umano tra persone. Per questa ragione il social network è entrato nei radar di alcuni osservatori della Silicon Valley, sempre più sensibili a modelli capaci di ripensare il rapporto tra tecnologia e relazione umana.

Wishew, infatti, è il primo social network filantropico al mondo che impone un nuovo standard sociale, culturale ed economico e che sovverte le regole della connessione digitale: alla logica dei like sostituisce il donare e i post non vogliono attenzione, ma creare legami. Proprio perché espande una nuova grammatica culturale fondata su autenticità, ispirazione e supporto reciproco, Wishew è diventato un modello di riferimento in un sistema dominato dai grandi player globali.

Benché la tecnologia continui ad accelerare, la capacità dei sistemi digitali di generare connessione umana mostrare crepe evidenti. Se da un lato con l’intelligenza artificiale i feed sono sempre più predittivi e gli algoritmi ottimizzano ogni secondo della nostra attenzione, dall’altro lato i social network stanno funzionando senza più sentire. Non è un caso, quindi, che Paesi come Spagna, Francia e Australia stiano introducendo limiti all’uso dei social per i minori, riconoscendo l’impatto che l’attuale modello ha su salute mentale, identità e capacità relazionale. In questo senso Wishew viene letto come un’infrastruttura digitale progettata attorno al desiderio e all’intenzione delle persone, anziché all’attenzione. La piattaforma, infatti, è costruita sui desideri reali: progetti di vita e percorsi personali carichi di umanità. Qui gli utenti non cercano visibilità fine a sé stessa, ma relazione, supporto, allineamento.

Proprio questo spostamento dall’attenzione all’intenzione è uno dei motivi per cui Wishew viene osservato con interesse della Silicon Valley in una fase in cui l’intero settore sta ripensando il proprio ruolo.
Il limite dei social contemporanei non risiede nella tecnologia, ma nell’uso che se ne fa” evidenzia Antonino Risicato, Co-Founder e CMO di Wishew, che aggiunge: “Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è stata impiegata soprattutto per modellare il comportamento umano. Wishew nasce da un’impostazione opposta: l’algoritmo non è progettato per spingere reazioni, ma per interpretare traiettorie umane nel tempo”. Risicato è l’autore del prompt e dell’impianto concettuale dell’algoritmo della piattaforma, sviluppato per riconoscere coerenza, continuità, intenzione e autenticità. L’IA non amplifica il rumore, ma introduce layer umani capaci di distinguere ciò che è performativo da ciò che ha una direzione reale.

Vincenzo De Caro, Co-Founder e COO del social network, sottolinea: “La vera sfida dei sistemi sociali digitali non è crescere velocemente, ma evitare di collassare durante la crescita. Per questo Wishew è stato progettato come un’architettura intenzionalmente essenziale: poche azioni centrali, identità verificabili, relazioni leggibili. Ogni interazione ha un contesto, ogni contributo lascia una traccia, ogni relazione implica responsabilità. Non per limitare l’espressione, ma per renderla sostenibile nel tempo”.

Il CEO Giacomo Vose conclude sostenendo che: “Wishew è un progetto globale ideato fuori dalla Silicon Valley, ma non in opposizione ad essa. Nasce in una fase storica precisa, in cui il modello dominante dei social network mostra limiti sempre più evidenti e nuove domande iniziano a imporsi con urgenza. Cosa succede quando l’innovazione tecnologica perde il contatto con l’umano? Cosa resta quando l’accelerazione non basta più a generare senso?”.

In un momento in cui intelligenza artificiale, regolazione pubblica e crisi strutturale dei social stanno convergendo, cresce il bisogno di piattaforme capaci non solo di funzionare meglio, ma di indicare una direzione. Non sistemi che moltiplicano stimoli, ma infrastrutture capaci di tenere insieme tecnologia, relazione e responsabilità. È in questo spazio che Wishew prende forma. Non come risposta reattiva, ma come espressione coerente di un tempo che chiede meno rumore e più intenzione, meno performance e più significato, meno protagonismo e più umanità e unione.

Wishew: come funziona

Nel social network chiunque può esprimere un desiderio attraverso un breve video – personale, emozionale e reale – che racconta chi è e cosa sogna e ciascun desiderio può essere sostenuto dalla community con donazioni dirette, commenti, reactions o condivisioni senza intermediazione o filtro estetico. Ma Wishew non è solo desideri. È anche e soprattutto uno spazio libero di espressione dove ogni utente può postare pensieri, visioni, storie e progetti. Tutto confluisce in un feed ispirazionale governato da un algoritmo radicalmente diverso da quello dei social tradizionali perché qui non contano i like, ma il valore, la risonanza, l’ispirazione. Non si premia la viralità, ma l’autenticità. Le connessioni infatti avvengono tra persone che sentono il mondo nello stesso modo.

Oggi Wishew si posiziona in un punto strategico tra due mercati in rapida espansione: crowdfunding e social media, che insieme superano i 500 miliardi di dollari a livello globale. Il primo cresce a un tasso annuo del 12%, spinto dalla diffusione del digital giving, il secondo – con un CAGR del 14,8% – continua ad ampliare il proprio impatto culturale ed economico grazie alla trasformazione costante delle dinamiche sociali online. Con oltre 5 miliardi di utenti digitali attivi nel mondo e una donazione media di 96 dollari per utente, la convergenza tra generosità, contenuto e community rappresenta quindi una delle più grandi opportunità della prossima decade.

I founder di Wishew

Giacomo Vose

Giacomo ha iniziato la sua carriera come progettista hardware e software, per poi specializzarsi nello sviluppo di business su scala internazionale. Ha lavorato a stretto contatto con realtà di primo piano come NASA, Siemens, Tesla, Huawei, e altre, maturando una solida esperienza nella gestione di progetti complessi e partnership globali. Prima di fondare Wishew, ha guidato il lancio della divisione industriale di Arduino, contribuendo allo sviluppo di una community internazionale e all’affermazione dell’azienda come riferimento di mercato. Wishew nasce da questo percorso: dall’esperienza maturata nella costruzione di ecosistemi globali e dalla visione trasversale sviluppata in contesti di mercato differenti. Attraverso Wishew, lavora per rendere l’atto del donare semplice, coinvolgente e accessibile, trasformando la raccolta fondi in uno strumento sociale di connessione e cambiamento.

Antonino Risicato

Antonino Risicato è un professionista del marketing con una visione trasversale, maturata tra moda, fintech e consulenza strategica. Ha iniziato nel settore del fashion, dove ha imparato a trasformare estetica, coerenza visiva e trend in desiderabilità. È poi entrato nel mondo fintech, guidando strategie di crescita e acquisizione su scala internazionale, con un approccio orientato all’innovazione e alla distintività. Come consulente indipendente, ha supportato brand nazionali e globali a definire la propria identità e a progettare traiettorie di valore autentico e dal respiro fortemente internazionale. Nel 2024 ha co-fondato Wishew, con l’obiettivo di riportare autenticità e reciprocità al centro del panorama digitale.

Vincenzo De Caro

Vincenzo De Caro è un esperto di marketing digitale, con un focus su strategia, dati e performance. Dopo una formazione mirata sul digital marketing, ha affinato le sue competenze sviluppando strategie cross- channel e campagne adv internazionali ad alto impatto. Ha poi proseguito come consulente per brand globali, contribuendo a ottimizzare la presenza digitale e massimizzare i risultati attraverso approcci data- driven.