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Haibun e Labyrinth Studio portano l’AI generativa nelle produzioni pubblicitarie

Avviata una partnership strategica per portare l’Intelligenza Artificiale generativa nelle produzioni pubblicitarie: nuovi workflow per concept, previsualizzazione, produzione e post, con supervisione creativa umana e gestione strutturata dei diritti.

Una storica casa di produzione pubblicitaria decide di puntare forte sull’Intelligenza Artificiale generativa. E lo fa creando una partnership con migliori, i primi che hanno esplorato la frontiera dell’AI generativa in senso cinematografico e stanno spostando sempre più avanti i confini del possibile in questa materia: Labyrinth Studio, la cdp di Jacopo Reale, l’artista che un anno fa aveva fatto parlare tutto il mondo con il reel This Footage Does Not Exist in the Real World. Labyrinth Studio oggi è uno studio AI-native specializzato in linguaggi cinematografici e contenuti generati con AI. L’accordo nasce per offrire ai brand un percorso produttivo che unisce affidabilità industriale e sperimentazione creativa, abilitando nuove estetiche e accelerando i cicli di iterazione senza rinunciare a regia, qualità e coerenza di marca.

Dopo le recenti produzioni per Coop e Müller Crème de Crème, Haibun compie un ulteriore passo nell’evoluzione dei propri servizi, integrando in modo strutturato strumenti e metodologie generative in tutte le fasi della pipeline, dall’ideazione alla consegna. Fondata a Milano nel 1995, Haibun ha attraversato le principali trasformazioni del settore, dalla pellicola al digitale, fino alle prime applicazioni di Intelligenza Artificiale. La partnership con Labyrinth Studio rafforza questa traiettoria con un obiettivo chiaro: rendere accessibili ai progetti pubblicitari linguaggi visivi e soluzioni narrative tipiche del cinema, con tempi di sviluppo più rapidi e maggiore possibilità di esplorazione creativa.

Labyrinth Studio è uno studio AI-native focalizzato su cinema, cortometraggi e formati narrativi per la comunicazione. È guidato dai founder Jacopo Reale (editor e regista), Alessandro Risuleo (art director e fotografo) e Giacomo Cannelli (sceneggiatore e AI artist). Il team si è distinto per progetti che combinano sperimentazione, qualità visiva ed emozione narrativa. Tutto è iniziato con la volontà di Jacopo Reale, apprezzato montatore del cinema italiano, di esplorare le potenzialità dell’AI generativa, con curiosità e pazienza. È nato così This Footage Does Not Exist in the Real World, che sembra un reel di frammenti di grande cinema, ma è fatto completamente con immagini generate in Midjourney e animate con Kling. Un lavoro iniziato per divertimento e voglia di sperimentare, che è diventato una realtà importante. Il video ha fatto il giro del mondo e ha innescato una catena di eventi.  Nel settembre 2025, il cortometraggio Love at First Sight, diretto da Jacopo Reale, è stato premiato al Reply AI Film Festival di Venezia, confermando l’approccio di Labyrinth: uso avanzato dei modelli generativi al servizio di regia e storytelling.

Gli ambiti applicativi dell’AI sono tanti. Uno è lo sviluppo concept e visual world, con l’esplorazione rapida di direzioni creative, ambienti, stile e tono. Ci sono la previsualizzazione e la prototipazione per dare vita a storyboard evoluti, animatic e proof-of-concept per validare le scelte prima della produzione. C’è la possibilità di produzioni video e short-form, quindi contenuti cinematografici per campagne, social e digital, con alta variabilità e iterazione veloce. Un altro discorso è quello dell’ibridazione e post-produzione: parliamo di integrazione tra riprese reali, VFX e componenti generative per soluzioni prima non sostenibili per tempi o budget.

Ma sopra alla tecnologia c’è il tocco umano. La partnership adotta un modello di lavoro a supervisione creativa umana, con processi di controllo su coerenza di marca, qualità finale e tracciabilità delle scelte. Particolare attenzione è dedicata alla gestione dei diritti per garantire ai committenti un percorso chiaro e difendibile anche in contesti di comunicazione ad alta esposizione. L’idea è che non ci possano essere più limiti. Tutto quello che sogniamo può diventare un’immagine.