Red Rose Productions: la nuova frontiera del sound branding - Media Key
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Red Rose Productions: la nuova frontiera del sound branding

La cdp celebra vent’anni di attività, affermandosi come una realtà italiana dal respiro internazionale che valorizza il potere strategico della musica come elemento identitario dei brand.

Tra nuovi progetti, partnership strategiche e investimenti tecnologici, Red Rose Productions punta a rafforzare la propria presenza nel settore audiovisivo. In questa intervista, il CEO Flavio Ibba ci racconta tutti i dietro le quinte e gli step che hanno portato la casa di produzione musicale al successo, svelando le strategie e le visioni per il futuro.

Red Rose Productions è nata nel 2005 come piccola realtà e oggi conta un team di numerosi collaboratori che opera a livello internazionale. Come si è evoluta la vostra casa di produzione in questi vent’anni?

Flavio Ibba: Red Rose è nata da una mia esigenza di non essere più solo Flavio Ibba il compositore, ma Flavio Ibba il team. Avendo vissuto tanti anni all’estero, vedevo che i team erano sempre più richiesti e ricercati, davano più possibilità creative ai clienti e risolvevano sempre qualsiasi problema, essendo appunto un team e non un singolo. Avevo lavorato come ‘singolo’ per tanti anni e decisi – insieme a Fabrizia Dessi, la mia socia – di avviare una struttura che si sarebbe data l’obiettivo di raccogliere e far crescere altri talenti per poter, appunto, creare una struttura con più skill, più orientata a quello che avevo visto all’estero.

Viaggiando spesso negli Stati Uniti, soprattutto a Los Angeles, ho avuto l’occasione di visitare più volte il Remote Control, la struttura creata dal grande compositore Hans Zimmer e quella di Klaus Badelt e mi sono definitivamente convinto di aver fatto la scelta giusta. Con Hans Zimmer lavorano circa 12 compositori, oltre a music supervisor e vari tecnici, con Klaus 4 compositori, quindi io e Fabrizia ci siamo detti “let’s do it!”. Tappe ce ne sono state tante e oggi, dalla partenza in due, siamo una decina di persone e 4/5 collaboratori. Credo che sia stato fondamentale muoversi all’estero per poter avere una crescita creativa di spessore: collaboriamo sia con l’Europa sia con gli USA e questo ci permette di confrontarci con altre strutture di talento, cosa che alza sempre di più l’asticella. Dura ma stimolante.

Al 57° Key Award la vostra colonna sonora originale per la campagna ‘Guilty Until Proven Innocent’ della nuova Abarth 600e (Gruppo Stellantis) ha vinto nella categoria Musica Originale. Qual è stata la chiave creativa del brano che vi ha permesso di ottenere questo riconoscimento?

Flavio Ibba: È sempre gratificante vincere un premio prestigioso e vincere come Miglior Colonna Sonora Originale. Abbiamo lavorato, in questo caso, con un’agenzia di Los Angeles, Migrante, che ha realizzato un film molto spiritoso, tra lo spy film e il poliziesco americano, con un’impronta umoristica.

Abbiamo creato, con Paolo Fedreghini (ormai colonna della Red Rose da anni, il primo a entrare stabilmente nel team), la colonna per questo spot, utilizzando mood e sonorità tipiche di quei film stile Ocean Eleven, tratteggiando con stop e ripartenze lo spirito umoristico del film.

Avete conquistato anche il Key Award per la Miglior Cover grazie a un progetto per DS Automobiles (Gruppo Stellantis). Cosa potete dirci su questa campagna?

Flavio Ibba: Anche in questo caso siamo felicissimi di aver lavorato su questo progetto internazionale molto bello, con un’agenzia di Parigi conosciuta e rinomata internazionalmente per creatività, la MARCEL Paris. Qui si è trattato di usare un brano che fosse riconoscibile e ‘magico’ – perchè appunto si voleva creare un’emozione magica col filmato – e riadattarlo al montaggio del filmato (che cambiava ogni giorno). Il brano scelto è stato Acquarium, di Camille Saint-Saëns, complesso da riadattare, ma meraviglioso.

Crediamo di essere riusciti nell’intento di sottolineare e valorizzare al massimo il filmato, pur rispettando la composizione originale.

Red Rose oggi offre servizi a 360° nell’ambito audio, dalla composizione originale al sound design, fino alla consulenza e al licensing musicale. Come posizionate la vostra società nel mercato odierno della comunicazione?

Flavio Ibba: Il nostro obiettivo era diventare una struttura operativa su più fronti, proprio per essere sempre un aiuto efficace per agenzie o clienti. Avevo capito che da soli si arriva fino a un certo punto, ma un team può essere risolutivo.

Tra noi c’è il professionista che crea meglio le musiche rock, la persona che segue le consulenze, chi lavora come music supervisor. Avere più opzioni aiuta il cliente a risolvere qualsiasi situazione.

Come decidete quando è meglio comporre una colonna sonora originale e quando, invece, optare per una cover o un riarrangiamento di un brano esistente?

Flavio Ibba: È un lavoro tra agenzia e cliente: si fanno i brief dove si discute, si cerca, da parte nostra, di capire come il film verrà realizzato, i target a cui si rivolge ma anche i colori e il mood del filmato; si valutano gli storyboard e il tono della narrazione, gli obiettivi emozionali della campagna e, non ultimo, il budget.

A volte è meglio una musica originale con un musicista che compone e, coerentemente al filmato, si sceglie se fare qualcosa di super elettronico o una rocksong con testo appropriato o un tono più ‘classico’, perché si vuole creare un ‘sound brand’ riconoscibile e proprietario; e qui è fondamentale un team di compositori diversificato. Altre volte decidiamo assieme se adattare un brano ‘famoso’ o utilizzare un brano esistente per sfruttare il potere evocativo e la familiarità di un brano noto.

Quali sono le novità più recenti per Red Rose Productions? Ci sono nuovi progetti, collaborazioni o iniziative su cui state lavorando?

Flavio Ibba: Stiamo terminando due campagne worldwide, una per Jeep e l’altra per Fiat, molto entusiasmanti, realizzate con due team internazionali che coinvolgono talenti dalla Francia agli USA.

La vostra attività è sempre più internazionale, con campagne globali che coinvolgono agenzie e registi di diversi Paesi. Ci sono differenze nel creare musica per un pubblico globale rispetto a quello italiano o locale?

Flavio Ibba: Premesso che il nostro team è composto da musicisti che hanno studiato e lavorato in tutto il mondo, a cominciare da me che ho vissuto a Parigi per 10 anni e per altri 10 ho frequentato gli USA per lavoro, la musica per fortuna è sempre stata un linguaggio universale, quindi facilmente adattabile ovunque.

Tuttavia, lavorando su brand italiani ma con agenzie e registi stranieri, a volte ci vengono richieste sonorità che, per esempio, facciano ricordare l’italianità o diano la localizzazione italiana al prodotto che verrà poi visto in America, Brasile o Francia; ma, lavorando spesso anche su brand stranieri, l’obiettivo è sempre quello di creare musica che emozioni chiunque, senza perdere la personalità del brand. Magari si cerca di evitare timbri o pattern che in alcune culture possono avere significati indesiderati o si considerano le preferenze estetiche: quanto spazio vocale, quanta ritmica, quanto minimalismo funziona in un mercato rispetto a un altro oppure, quando si lavora per un mercato specifico, si punta a parlare la lingua culturale delle persone, anche a livello sonoro, anche se, ripeto, queste cose sono ormai universali.

Qual è il ruolo della musica nella comunicazione odierna e come può fare davvero la differenza in una campagna pubblicitaria?

Flavio Ibba: La musica non è più solo un accompagnamento: è un linguaggio immediato che attiva emozioni, memoria e senso di appartenenza in pochi secondi. La musica bypassa la razionalità: attiva ricordi, sensazioni e stati d’animo in modo istantaneo. In un contesto in cui gli utenti scorrono i contenuti in millisecondi, una scelta musicale efficace può catturare l’attenzione prima ancora che lo faccia l’immagine. Ecco perché oggi può fare davvero la differenza in una campagna pubblicitaria. Una sound identity ben definita, un tema, un timbro ricorrente, un mood, può rendere un brand immediatamente riconoscibile anche senza elementi visivi. Molti marchi hanno costruito parte del loro capitale emotivo proprio attraverso un suono o una melodia ricorrente.

La tecnologia sta trasformando anche il mondo della produzione musicale. Quali tendenze o sviluppi futuri intravede in questo settore?

Flavio Ibba: La tecnologia fa passi da gigante e sta stravolgendo il mondo, compreso quello musicale (ma non solo, anche quello visivo). Mi rendo conto che l’Intelligenza Artificiale sta entrando nelle nostre vite prepotentemente e, almeno per ora, lo vedo inevitabile. La tecnologia ha sempre cambiato le regole, ma negli anni è chi ha usato il cervello che è ancora al lavoro.

Quindi va bene l’AI, ma supportata da sensibilità, cultura e conoscenza delle emozioni che si possono suscitare con una musica.

Lei vanta una lunga esperienza sia come compositore sia come imprenditore. Come descriverebbe la sua visione creativa alla guida di Red Rose Productions?

Flavio Ibba: Io cerco sempre di capire la richiesta dell’agenzia e del cliente e fare il lavoro richiesto con i collaboratori più adatti al caso. I principi o valori artistici sono sempre quelli del miglior risultato per il progetto. Mi ripeto, il team è fondamentale per questi risultati perché fornisce interpretazioni diverse. Spesso ci siamo ritrovati in quattro o cinque a lavorare sullo stesso filmato, leggendo lo stesso brief, ottenendo risultati molto diversi tra noi. Questa è la musica.

Ci sono generi musicali, artisti o magari altre forme d’arte che la ispirano particolarmente quando deve creare nuove musiche o trovare il sound giusto per un progetto?

Flavio Ibba: Per mia natura sono sempre stato curioso e non solo di musica. L’ispirazione la trovi ovunque vedi la bellezza: nei colori, nel bianco e nero di una foto di Cartier-Bresson, in un tramonto o in un viaggio dove senti musica. Io ho iniziato in Sardegna col rock e il liscio, poi a Parigi con la musica jazz, poi suonando musica brasiliana, poi con il pop dei cantanti in voga al momento, poi mi sono incuriosito con la musica etnica, elettronica e, infine, son tornato alla classica. Chiaro che quando cerco nella mia mente un’idea musicale tutto il mio passato torna… e poi magari faccio un brano rap perché è il più giusto per quel progetto.

Come CEO e direttore creativo, quale approccio adotta nel guidare il team di Red Rose Productions sul piano creativo? E come riesce a bilanciare le esigenze di business con la spinta creativa?

Flavio Ibba: La qualità alta dei nostri lavori è data spesso, oltre che dalle nostre sensibilità e professionalità, dalla qualità alta delle agenzie con cui lavoriamo e dai clienti che hanno visioni e sensibilità ‘alte’. Ho sempre cercato dei collaboratori che avessero la passione per questo lavoro e che prendessero sempre a cuore il progetto, anche tra mille difficoltà e cambiamenti che ormai sono all’ordine del giorno. Quando ‘briffo’ gli altri musicisti cerco sempre di dare una mia interpretazione e direzione, ma chiedo anche sempre un loro personale approccio.

Lei tiene anche corsi di ‘Composizione di Musica Applicata alle Immagini’ al Conservatorio Verdi di Milano, a contatto con molti giovani talenti. Quali consigli si sentirebbe di dare a un giovane che voglia intraprendere la carriera di compositore o producer musicale?

Flavio Ibba: Eh, qui toccate tasti dolenti dopo i discorsi sull’AI. Cerco di spiegare e di insegnare ‘il lavoro’, come si svolge e le difficoltà e i cambiamenti che, usciti dal conservatorio, i ragazzi potranno incontrare. Il mondo musicale sta cambiando molto velocemente e chiaramente un giovane deve tenerne conto. Si dirà che è stato sempre così, che anche all’avvento dei computer è cambiato tutto, che ci sono state le ‘drums machine’ negli anni 80 che hanno messo molti batteristi out of job… vero, ma oggi la situazione è ancora più differenziata.

Credo che chi usa la testa e la sensibilità avrà sempre una carta in più da giocare, che spesso sarà vincente.

Guardando al futuro di Red Rose Productions, quali sono i prossimi obiettivi o traguardi che vi proponete di raggiungere?

Flavio Ibba: Noi non ci fermiamo, ci piace quello che facciamo e vogliamo farlo sempre meglio per cui, se i clienti ci accorderanno ancora la fiducia, continueremo a spingere sempre per ottenere risultati top. Tra di noi ci sono musicisti che fanno dischi per grandi artisti, scoring per film, scoring per teatro, remix e altro.

Purtroppo in Italia si producono pochissimi videogiochi, altrimenti ci cimenteremmo anche in quello.

I traguardi sono sempre quelli: alzare l’asticella e riuscire a saltare sempre più in alto.

A livello personale, c’è un sogno nel cassetto o un progetto che vorrebbe realizzare ma che non ha ancora avuto occasione di concretizzare?

Flavio Ibba: Ho avuto la fortuna di lavorare con artisti che stimo molto, come Enzo Jannacci, Dario Fo, Angelo Branduardi, per citarne alcuni, di suonare musica in giro per il mondo con grandi musicisti e grandi amici. Chiaro che per un musicista ci sono sempre sogni nel cassetto ma sono comunque soddisfatto e non chiudo mai la porta: who knows che succederà nei prossimi 50 anni?

Dopo aver chiesto per tutta una sera a Frank Zappa se avessi potuto suonare con lui e essermi fatto mandare al diavolo, magari un giorno lo reincontrerò e dirà “ok, let’s play!”.