Presentata questa mattina la ricerca NielsenIQ promossa da UNIVIDEO e finalizzata a comprendere il ruolo attuale e futuro del prodotto audiovisivo fisico e a disegnare nuove strategie per la promozione e la tutela del settore
Non chiamateli collezionisti bensì curatori di un archivio personale dove il prodotto fisico non rappresenta il passato ma permette di vivere più pienamente il presente, ri- tagliando un momento e uno spazio per sé, magari insieme ai propri cari. Il DVD protegge e dà signifi- cato a quel naturale gesto che è guardare un film dopo averlo scelto; la visione del prodotto fisico ci permette di “abitare” il contenuto e non solo di fruirlo e la scelta del contenuto ci aiuta a raccontare chi siamo.
Questo è uno dei punti chiave della ricerca presentata questa mattina a Milano presso il Cinema Anteo da NielsenIQ (NIQ) e promossa da UNIVIDEO, l’associazione di categoria che rappresenta gli Editori Audiovisivi su media digitali – DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD – e online tramite piattaforme di distri- buzione digitale, nell’ambito dell’evento “IL LUSSO DI ESSERE DISCONNESSI” pensato per riflettere sul nuovo ruolo del supporto fisico dentro uno spazio di disconnessione attiva, con il coinvolgimento di rappresentanti del mondo del cinema e dell’industria audiovisiva italiana.
Dal focus di analisi, realizzato attraverso la metodologia del Training Group, coinvolgendo gruppi di acquirenti di prodotti audiovisivi diversi tra loro e distinti tra users e abandoners, emerge anzitutto il desiderio delle persone di essere agenti attivi nella scelta del film che desiderano possedere e non lasciarsi solo guidare dal mainstream che tipicamente caratterizza l’offerta digitale. Questo è spiegato dal fatto che il prodotto audiovisivo è in grado di raccontare contemporaneamente due sto- rie: una legata specificatamente al contenuto filmico, l’altra all’identità e all’esperienza di vita dell’acquirente. I DVD quindi preservano uno spazio di visione profondo perché ripetuto e stratifi- cato nel tempo.
Si evince dunque un ruolo sociale bel preciso di chi acquista prodotti audiovisivi: non si tratta di collezionisti, bensì di “archivisti”, ovvero persone che desiderano creare/incrementare un proprio ar- chivio personale. Una testimonianza della storia del cinema, della società e delle sue evoluzioni, ma al tempo stesso un racconto che identifica la persona e il suo percorso nel tempo.
Il supporto audiovisivo viene visto dunque come un’esperienza legata alla modalità di visione: pos- sesso e non accesso; esperienza continua, immersiva e con una coerenza narrativa e non disconti- nua, interstiziale e soggetta a salti/disconnessioni.

