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Domino svela i segreti delle newsletter che generano fiducia e ricavi

L’agenzia  Domino Proudly Interactive pubblica periodicamente preziosi consigli per aiutare le aziende a navigare le acque della Customer Experience e della Digital Transformation. Questa volta sono state analizzati nel dettaglio i requisiti vincenti per una buona newsletter.

Sappiamo tutti che la casella di posta elettronica è spesso una “giungla” di offerte, avvisi e spam, ma alcune newsletter riescono a farsi spazio diventando una risorsa di contenuto apprezzata, soprattutto nel panorama B2B. Ma cosa rende le newsletter così speciali? In realtà non sono email di marketing, ma email di contenuto ad alto valore.

E mentre le tradizionali campagne di marketing mirano a conversioni immediate (vendite, download, iscrizioni), la newsletter B2B ha un obiettivo differente: fornire valore direttamente nella casella di posta. Un valore che, in questo contesto, è l’email stessa, non la necessità di un clic immediato.

La creazione di una buona newsletter richiede costanza e impegno, ma i vantaggi superano l’onere, perché questo strumento permette di costruire un legame forte con il pubblico e i potenziali clienti, educandoli e accompagnandoli lungo il loro percorso decisionale.

Parliamo quindi di un canale diretto con i decision maker, che offre l’opportunità di monetizzare a basso rischio tramite sponsorship mirate e di generare buoni ricavi con un pubblico di alta qualità. Come dimostrato da Al Iverson, anche con “soli” 1.300 iscritti, avere un rapporto diretto con un pubblico di esperti rappresenta un bene inestimabile.

Il segreto per il successo di una newsletter spesso risiede nella mentalità. “Parola d’ordine? Non aver paura di essere umano. Le persone non vogliono ricevere email da un’entità aziendale senza volto. Vogliono sentire una voce, una personalità. Assumere scrittori con un background creativo, o metterci la faccia in prima persona e condividere le proprie opinioni, costruirà credibilità e autenticità. Ed è un ottimo punto di partenza”, spiega Domino.

 “L’elemento chiave che emerge sempre più è proprio il desiderio dei lettori di ricevere email da persone reali”. Naturalmente questo desiderio pone una sfida ai brand, che di conseguenza devono puntare su creator capaci di instaurare un vero rapporto di fiducia. Una soluzione può essere la creazione di un “universo” di creatori all’interno della stessa newsletter, per alleggerire il carico su un’unica figura e offrire al contempo una varietà di voci.

È cruciale adottare strategie mirate, investire nella creatività, scegliere piattaforme di email marketing che supportino le esigenze tecniche – senza tagliare i costi su aspetti come la deliverability – usare bene le intelligenze artificiali, o offrire contenuti di alto livello.

Non tutti riescono a trasformare la newsletter in una professione a tempo pieno. Sebbene all’estero il 73% affermi che una newsletter può diventare un lavoro full-time, quasi il 30% dei creator guadagna meno di 100 dollari al mese, e solo una piccola percentuale supera i 3.000 dollari. La principale fonte di reddito (26%) sono gli abbonamenti a pagamento, seguiti dagli abbonati “freemium” e dalle sponsorizzazioni.

La nota agenzia mette anche in guardia dagli errori più comuni, come l’uso di contenuti eccessivi o poco focalizzati, la mancanza di cura per i layout, call tu action inefficaci, frequenza di invio errata, parole che attivano lo spam o la mancata segmentazione del pubblico, ma le linee guida offerte per un buon risultato proteggono abbondantemente da questi rischi.

Se vuoi sapere di più leggi l’articolo completo qui.