D-Verso: le linee guida per progettare mondi virtuali inclusivi, equi, responsabili e sostenibili  - Media Key
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D-Verso: le linee guida per progettare mondi virtuali inclusivi, equi, responsabili e sostenibili 

Fra le numerose tematiche discusse in occasione del Meeting di Rimini, conclusosi lo scorso 27 agosto, non poteva mancare quella della sostenibilità. 

Ormai diffuso trasversalmente in tutti i campi della vita sociale ed economica, il processo di sviluppo in tale direzione chiama in causa aspetti sia pratici sia etici e, ovviamente, interseca l’altrettanto irreversibile evoluzione delle nuove tecnologie. 

In quest’ottica, al Meeting sono state illustrate le caratteristiche di D-Verso, il Codice di Condotta per l’innovazione inclusiva che Valore D ha realizzato con Accenture e il Politecnico di Milano e che individua le linee guida in grado di aiutare le aziende a progettare mondi virtuali equi, accessibili e, per l’appunto, sostenibili.

In una virtual reality inclusiva e sicura ogni individuo, indipendentemente dalle proprie abilità, caratteristiche fisiche, origini e credenze, può confrontarsi, apprendere, lavorare e crescere: il Metaverso, se costruito basandosi su principi come pari opportunità, accessibilità e responsabilità sociale, può essere uno spazio di relazione a misura d’uomo.

Secondo le stime del Politecnico di Milano, fra quattro anni il potenziale contributo delle tecnologie immersive all’economia italiana potrebbe essere quantificato nell’1,09% del PIL nazionale.

Se i numeri confermano che il Metaverso offre opportunità concrete, destinate a incidere sempre di più sull’assetto del Sistema Paese, è importante mettere l’accento anche su un aspetto non puramente quantitativo ma comunque degno di nota, ovvero la sua capacità di generare un impatto positivo a livello sociale. 

È una strada nota anche ai grandi organismi internazionali: già nel 2023 la Commissione Europea ha inteso definire una linea strategica relativa ai mondi virtuali e ha sottolineato l’esigenza di costruire un Metaverso aperto e ‘umano’.

Per consentire alle potenzialità di esprimersi pienamente, è necessario che questi mondi vengano progettati mettendo al centro la dignità, la sicurezza e il benessere dei singoli individui: da qui l’idea di Valore D (che vanta oltre 400 aziende aderenti ed è la prima Associazione in Italia a promuovere l’equilibrio di genere e la cultura dell’inclusione) di sviluppare D-Verso, che guida le imprese verso una creazione responsabile e un utilizzo consapevole delle realtà immersive.

Il documento presentato a Rimini è il risultato di un tavolo di lavoro cui hanno preso parte aziende ed esperti di innovazione, comunicazione e risorse umane già attivi nel Metaverso. I principi guida proposti sono nove e vertono su valori chiave come inclusione, accessibilità, consapevolezza, sicurezza, privacy, trasparenza, equità, responsabilità sociale, sostenibilità. Ogni valore è arricchito da spunti concreti, volti a convertire i principi teorici in azioni tangibili.

“La trasformazione tecnologica in atto”, 

spiega Barbara Falcomer, Direttrice Generale di Valore D, “sollecita una profonda riflessione sull’etica, sui diritti e sulle relazioni umane anche all’interno degli spazi virtuali. Senza regole condivise, l’innovazione rischia di diventare esclusione: oggi le imprese hanno l’opportunità di guidare un cambiamento positivo, promuovendo la valorizzazione delle diversità attraverso principi di equità e responsabilità, sia nella realtà sia nei nuovi mondi digitali interconnessi. Insieme ad Accenture, al Politecnico di Milano e alle aziende associate abbiamo dunque avviato una riflessione pionieristica sulla necessità di un patto collettivo che renda il digitale uno spazio generativo, costruito su valori di equità e rispetto, senza replicare le disuguaglianze e i bias del mondo reale”.