Una tecnologia “gentile” che accompagna alla scoperta delle storie e degli aneddoti custoditi dalle suggestive rovine: un progetto a supporto della grande opera di restauro conservativo operato dalla famiglia Borromeo ai Castelli di Cannero.
«Il mio nome è Torre Vitaliana, eretta tra le onde del Verbano e battezzata dal nome della stirpe primitiva. Ludovico Borromeo mi volle così alta, affinché diffondessi la gloria dei Vitaliani, aperta agli amici, ma inaccessibile ai nemici.»
Queste parole, scolpite su una lapide della Torre Vitaliana – una delle strutture che compongono i Castelli di Cannero – sono state il punto di partenza per progettare Cannero Walking Tales: un’esperienza museale a cielo aperto (aperta al pubblico dal 28 giugno) che dà voce all’architettura, immaginando che siano le rovine stesse a raccontarsi.
L’esperienza, sviluppata da Dotdotdot per Terre Borromeo, si compone di un’audioguida attivata per prossimità, proiezioni immersive e stazioni di realtà aumentata, in dialogo con l’intervento di restauro conservativo curato per la famiglia Borromeo dall’architetto Salvatore Simonetti, che ha scelto di mettere in sicurezza le strutture senza alterarne la condizione di suggestive rovine.
Anche l’intervento tecnologico si muove con la stessa attenzione e rispetto per l’esistente. Nessuna spettacolarizzazione, nessuna mediazione invadente: Walking Tales è un sistema narrativo immersivo, con contenuti che si attivano automaticamente attraverso beacon distribuiti lungo il percorso, senza la necessità di alcuna interazione diretta con il telefono. Una tecnologia “gentile”, pensata per integrarsi in modo poetico e non intrusivo con il paesaggio, trasformando la visita in un racconto in cammino, che stimola l’immaginazione oltre all’ascolto – come avviene con un audio-libro.
L’audioguida è affidata a un “io narrante” che coincide con la voce stessa dei Castelli, affiancata da altri personaggi e da un paesaggio sonoro progettato ad hoc. I contenuti accompagnano il visitatore lungo tutto il tragitto, dal molo fino alla Sala della Contessa, attraversando i luoghi chiave della fortezza: la Corte d’ingresso, la Corte Vitaliana, la Sala della Guardia, i camminamenti sonorizzati, la Sala delle Armi, il Mastio, la Torre del Belvedere e la Corte Malpaga. In vari punti, è possibile accedere ad approfondimenti avvicinando il telefono a tag illustrati.
Il percorso include anche tre installazioni fisiche, pensate per integrarsi con l’esperienza narrativa. Nella Corte Vitaliana, uno “specchio magico” proietta in loop le fasi di costruzione e decadenza dei Castelli. Nel Mastio, un videomapping composto da tele appese videoproiettate come se fossero finestre racconta tre episodi emblematici: l’assedio del 1523 da parte degli Sforza; la vita quotidiana dei soldati nel 1550, ricostruita attraverso una lettera di Antonio Locadello a Corona Borromeo; e la trasformazione dei Castelli in zecca clandestina nel 1645.
L’audio delle proiezioni è sincronizzato in tempo reale con la lingua selezionata nell’app, disponibile in italiano, inglese, francese e tedesco.
Infine, nella Sala della Contessa, un secondo specchio magico narra la storia dello stemma araldico Borromeo, a partire dagli elementi illustrati che decorano l’unica sala affrescata della fortezza: il cammello della Rocca di Angera, l’unicorno dell’Isola Bella, il cedro dell’Isola Madre e il morso del cavallo, simbolo dei Castelli di Cannero.
Particolare attenzione è riservata anche al pubblico più giovane.
Heraldry Game – il gioco dell’araldo – è una caccia al tesoro interattiva che utilizza lo stesso sistema di beacon per guidare i bambini alla ricerca delle tessere perdute di uno stemma. La narrazione prende la forma di una filastrocca in rima, che proponeindizi poetici e piccoli enigmi. Le tessere, stampate in 3D colate in ceramica e dipinte a mano, sono nascoste tra le rovine e possono essere raccolte e ricomposte digitalmente.
Walking Tales è il frutto di una lunga ricerca sulle possibilità narrative della tecnologia all’interno di spazi espositivi e paesaggi culturali. Un racconto costruito con rigore filologico, ma anche con leggerezza e immaginazione. Un museo senza pareti, dove la storia si manifesta attraverso la voce dei luoghi.
I Castelli di Cannero aprono al pubblico sabato 28 Giugno.

